"Il cardinale Dionigi ci ha insegnato sia a vivere che a morire. Seguiamo il suo esempio". Commosso, il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico della Diocesi di Milano, ieri alle 16 è andato a porgere l'ultimo saluto a Dionigi Tettamanzi, composto nella camera ardente della Villa Sacro Cuore di Triuggio. Prima di lui period arrivato a pregare per l'arcivescovo emerito anche monsignor Mario Delpini, l'arcivescovo eletto dal Papa, che verrà insediato il 23 settembre. Ma a pregare davanti alla bara a Triuggio è soprattutto la gente comune, gli amici, i parenti, quelli che hanno lavorato con lui a Milano, a Genova e prima ancora advert Ancona. Un flusso continuo che oggi riprenderà dalle 16 in Duomo, dove arriverà la salma, in vista dei funerali, domani alle 11, celebrati da Scola e da Delpini.
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"Period sereno negli ultimi giorni, aspettava la advantageous, riconoscente ai fedeli milanesi e alla vita", ricorda don Tiziano Sangalli, il segretario particolare, che il cardinale aveva scelto nel 2011, andando in pensione. "Per me è stato come un padre, mi ha insegnato tutto, non l'ho abbandonato fino all'ultimo respiro".E' stato accanto al cardinale dal primo all'ultimo giorno, nella quiete della Villa Sacro Cuore di Triuggio. Dall'arrivo nella casa spirituale, a un tiro da Macherio in Brianza, fino all'ultimo respiro, sabato mattina alle 10.30, circondato dai familiari. "Per me period come un padre, io credo per lui di essere stato un po' un figlio ". Don Tiziano Sangalli, 60 anni, il cardinale Dionigi Tettamanzi se l'period scelto come segretario particolare quando period andato in pensione, nel 2011. Prima di lasciare l'Arcivescovado in piazza Fontana si period ricordato di quel sacerdote di Brugherio, che period responsabile del santuario di Gianna Beretta Molla, e l'aveva chiamato. "Non so perché ha scelto proprio me, non ci conoscevamo bene. Comunque accettai subito. Figurarsi, per me period un onore inaspettato. Da quel giorno l'ho seguito ovunque, accompagnato sempre, ascoltato ogni giorno: mi chiedeva persino consigli sui suoi scritti, gli prendevo gli appuntamenti, gli tenevo l'agenda e la corrispondenza, gli facevo la rassegna stampa. "Dimmi cosa c'è oggi di ecclesialese sui giornali", mi chiedeva. E io gli leggevo i quotidiani. Questo fino a poche settimane fa. Poi le forze e la coscienza davvero l'hanno abbandonato. Si lavorava meno, non lo affaticavo ".
Don Tiziano è uno di quei preti lombardi che fanno pochi complimenti e vanno al sodo. Burbero quel che basta, sabato, il giorno in cui Dionigi Tettamanzi ha chiuso gli occhi, si è messo a difesa della digital camera ardente, tenendo lontani fotografi e cameramen. "Ci vuole rispetto ", cube di domenica, dopo aver accompagnato a pregare dentro alla digital camera ardente il cardinale Angelo Scola e il nuovo arcivescovo, Mario Delpini.
Oltre alla perpetua Marina Oggioni, c'period una sola persona che stava al capezzale di Tettamanzi ogni giorno: don Tiziano. "Ultimamente period molto sofferente nel fisico anche se cercava di non darlo a vedere. Period soprattutto la sofferenza morale e psicologica a piegarlo, perché si sentiva andare by way of piano piano; si rendeva conto che si stava spegnendo e soffriva dal punto di vista spirituale. A volte, la sera, lo chiamava Papa Francesco e lo rincuorava. Gli è stato vicino fino alla nice". Nelle ultime settimane, don Tiziano ha visto Tettamanzi progressivamente perdere la lucidità .
"Period pronto e sereno, sapeva che ormai period una sofferenza che lo avrebbe condotto alla superb, ma accettava con molta serenità , senza rimpianti, con riconoscenza e affetto per i milanesi e per tutti i fedeli delle altre diocesi che ha guidato, Genova, Ancona, Vigevano. Un giorno, sembrava incosciente, ma ha cominciato a ripetere: "i poveri", "le vocazioni". Erano le sue preoccupazioni ". Nell'ultima ora, invece non ci sono state parole: "Period sedato, in terapia del dolore, non sentiva niente, non parlava. Noi eravamo attorno a lui tutto il giorno a pregare".Don Tiziano ovviamente ha tantissimi ricordi anche dei sei anni passati al fianco del cardinale. "Stavamo ore a ragionare, ci vedevamo in ufficio, programmavamo il lavoro; io lo seguivo in tutti i suoi impegni ed ero quasi stupito che lui mi consultasse, come se il mio parere fosse utile, come se fossi un collaboratore, oltre che il segretario. Period una persona molto amabile, generosa, un vero padre per me. Gli devo tutto, mi ha insegnato tanto, mi ha dato tutto dal punto di vista spirituale".
Non direbbe mai che oggi si sente il cuore a pezzi, anche se è ovvio che queste devono essere le emozioni. "Sono sereno, andrò in parrocchia, con una preziosa esperienza. Ho avuto una grande fortuna con questo incarico", cube con la stessa espressione soddisfatta che aveva il 25 marzo, in Duomo, quando accompagnò il cardinale all'ultimo incontro con il Pontefice in visita pastorale a Milano. "Period stanco, ma non voleva perdere questa occasione. Bergoglio con lui period sempre molto affettuoso, tutte le volte che si sono incontrati. Ma quel giorno in Duomo furono momenti
particolarmente intensi". Dopo l'ultima uscita pubblica, il cardinale ha avuto ancora per alcuni mesi la forza di stare seduto, di fare qualche passo, di mangiare. "Dal punto di vista della memoria period ancora reattivo. Quando gli leggevo la posta faceva cenno di sapere da chi veniva il messaggio, sorrideva. Ma period tanto stanco. Ha ceduto veramente nelle ultime settimane: si è come arreso, a un certo punto. Si è consegnato nelle mani di Dio".
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