<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title>RSS24.it</title><description>seo description goes here</description><link>http://www.rss24.it</link><item><title>Violenza sessuale su una ragazzina di 11 anni: pregiudicato fermato a Bologna</title><description><![CDATA[

		
			
	

			
				
		
		
			L'aggressione avvenuta lo scorso 26 luglio
			
			
				(fotogramma)
	            BOLOGNA - Fermato dalla polizia un cittadino italiano "ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di bambina minore di 11 anni" (e non 14 come diramato precedentemente). È quanto si legge in una nota della questura di Bologna secondo cui il fermo, compiuto dalla squadra Cellular, è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Bologna lo scorso 30 luglio. Destinatario del provvedimento, viene spiegato, un "italiano pluripregiudicato anche per reati specifici, ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata" ai danni della minore: "Violenza avvenuta a Bologna il 26 luglio" scorso.
	

		Argomenti:
			provincia Bologna
			Protagonisti:
			

	
           	
	
			
			    
    
    	
    
	
	
		
		07 agosto 2017 - Aggiornato alle 10.43
	
	
	


		
		
				 Divisione Stampa Nazionale  — GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. - P.Iva 00906801006 — Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di CIR SpA





&#13;
&#13;
  &#13;








    
    
    
    
    
    
         



 
 

 
    



]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/violenza-sessuale-su-una-ragazzina-di-11-anni-pregiudicato-fermato-a-bologna</link><guid>3</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-bologna/2017/08/07/091553342-babdec3e-b9ab-4707-a570-d8aa5d5e907a.jpg</dc:content ><dc:text>Violenza sessuale su una ragazzina di 11 anni: pregiudicato fermato a Bologna</dc:text></item><item><title>Il milionario che ha costruito un parco da 51 milioni per la figlia disabile</title><description><![CDATA[

Stanco di vedere sua figlia rimanere da sola senza nessuno con cui giocare, l’immobiliarista texano Gordon Hartman ha deciso di costruirle un parco divertimenti da 51 milioni di dollari. Chiamato Morgan’s Wonderland e aperto nel 2010, è stato visitato da un milione di persone provenienti da 67 Paesi del mondo: la sua caratteristica è di essere completamente accessibile per bambini e ragazzi con disabilità fisiche e mentali. Morgan, che oggi ha 23 anni, soffre infatti di un grave ritardo cognitivo e ha difficoltà motorie. «È una ragazza meravigliosa: sorride e abbraccia tutti, ma — ha detto il padre Gordon alla Bbc — un sacco di volte non l’abbiamo potuto portarla con noi». Lui è la moglie Maggie hanno cercato a lungo un posto dove farla giocare liberamente e dove gli altri bambini non fossero a disagio per la sua presenza. «Ci siamo resi conto che un posto così inclusivo non esisteva» racconta Hartman. Così hanno deciso di costruirlo loro su un terreno in disuso di 25 acri vicino a Sant’Antonio, in Texas. «Volevamo un parco divertimenti dove chiunque potesse usare tutte le attrazioni, dove le persone disabili e quelle normoabili potessero giocare insieme».



Le attrazioni
Morgan e Gordon Hartman
Per realizzarlo hanno creato nel 2005 la Hartman Household Basis e coinvolto dottori, terapeuti, e famigliari di ragazzi disabili che li aiutassero a progettarlo. Morgan’s Wonderland è costato 34 milioni di dollari e ha aperto nel 2010, quest’anno è stato poi ampliato con un parco acquatico da 17 milioni di dollari. Le attrazioni sono sicure per chiunque, e pensate per essere accessibili anche in sedia a rotelle. Un terzo delle persone che ci lavorano sono disabili e l’ingresso è free of charge per chiunque abbia una disabilità. «Non volevo che il costo del biglietto fosse una barriera — ha spiegato Hartman —. Apriamo ogni anno sapendo che perderemo un milione di euro e che dobbiamo raccoglierli tra donazioni e sponsor».





I visitatori
(foto Robin Jerstad)
Le reazioni finora sono state molto constructive: «Un uomo è venuto da me, mi ha preso la mano — ha riferito Hartman alla Bbc —, ha indicato suo figlio, che ha una grave disabilità psichica, e ha iniziato a piangere: “È la prima volta che può giocare nell’acqua”, mi ha detto». All’inizio advert avere qualche difficoltà nel giocare è stata proprio Morgan, invece: nel parco c’è una giostra a carosello, dove le sedie e a rotelle possono muoversi salendo su e giù come gli animali. Appena abbiamo aperto aveva paura di andarci, non capiva perché girasse e perché gli animali si muovessero così» ha raccontato Hartman. Morgan ha impiegato tre anni a vincere la diffidenza: «Prima ha iniziato advert avvicinarsi, poi a salire sugli animali da fermi. È stato un processo molto lento, ma adesso le piace andarci. Superare la paura significa molto per lei — conclude il padre —. Imparare piccole cose giocando può fare una grande differenza».


four agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 10:26)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/il-milionario-che-ha-costruito-un-parco-da-51-milioni-per-la-figlia-disabile</link><guid>46</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Il milionario che ha costruito un parco da 51 milioni per la figlia disabile</dc:text></item><item><title>Il corpo di Joanna sotto la neve e l’assassino della porta accanto</title><description><![CDATA[

«Signor Jefferies, è la polizia. Abbiamo bisogno del suo aiuto, apra». Sono le 7 di mattina del 30 dicembre 2010. Il 65enne insegnante di letteratura in pensione va alla porta e scopre di essere in arresto per sospetto omicidio.Joanna Yates aveva 25 anni, le sue foto raccontano di una bella ragazza bionda, serena, divertente. Veniva da una famiglia piccolo borghese di Ampfield, Hampshire, contea sulla costa meridionale dell’Inghilterra, e si period laureata in architettura del paesaggio. Da un paio d’anni stava con Greg Reardon, un bravo ragazzo con la passione dello sport. Ultimamente avevano cominciato a fare canottaggio. Si erano conosciuti in ufficio a Tub – famosa per le splendide terme romane – e da tre mesi si erano trasferiti a Clifton, quartiere bene di Bristol. Al 44 di Canynge Street occupavano assieme al molto coccolato gatto Bernard l’appartamento al piano terra, proprio sotto quello del professore.


shadow carousel

Caso Yeates: i volti, i luoghi (e i tabloid)



Le ultime di Jo
Quel Natale lo avrebbero dovuto passare per la prima volta insieme, a casa della famiglia di lei. È per questo che la sera di venerdì 17 dicembre Reardon parte per andare a visitare i suoi a Sheffield. Jo ne approfitta per andare a bere qualcosa al Bristol Ram con alcuni colleghi e scherza: sono sola, passerò il weekend a fare il pane. Sulla by way of di casa si ferma a comprare una pizza surgelata da Tesco e due bottiglie di sidro. Le telecamere a circuito chiuso del supermercato riprendono, attorno alle eight e 40, le sue ultime immagini da viva.Quando Greg rientra, la sera della domenica, non è preoccupato per non averla sentita nelle ultime 36 ore: non period inusuale, racconterà. A casa ci sono però le chiavi della ragazza, il portafogli, lo scontrino della pizza (che non verrà mai trovata). E Bernard è affamato. Prova a richiamarla, ma il cellulare è lì, che squilla nella tasca di una giacca. È allora che Greg capisce che c’è qualcosa «di terribilmente storto», e chiama la polizia.A 5 chilometri dall’appartamento, la mattina del 25 dicembre, una coppia in passeggiata intravvede sotto un cumulo di neve vicino a una cava – aveva nevicato tantissimo, in quei giorni – una macchia strana che in realtà è un pezzo di pelle e di denims. Lo stato di congelamento complica l’autopsia, ma il risultato non lascia dubbi: Joanna è stata strangolata, e ha 43 ferite sparse su tutto il corpo, compresi segni sui polsi e il naso fratturato: ha lottato per sopravvivere.





Il mostro in prima pagina
Il 29 dicembre telecamere e taccuini si affollano davanti al cancello di Canynge street. Cercano Cristopher Jefferies. Il prof è amministratore del complesso di villette e proprietario di tre degli appartamenti: il suo, quello affittato a Jo e Greg e un altro, proprio accanto, occupato da un ingegnere olandese di 32 anni, Vincent Tabak, e dalla fidanzata Tanja Morson.Già interrogato più volte dalla polizia, Jefferies risponde ai microfoni con il tono a metà tra quello di un preside e di un giudice, il maglione a collo alto nero sui pantaloni scuri, il parka e l’inseparabile sacca di cotone della libreria Waterstone’s, i capelli argentei spettinati, le sopracciglia scure e gli occhi sgranati, il vocabolario ricercato: quelle immagini in diretta fanno il giro della Gran Bretagna.Quando l’indomani arrivano advert arrestarlo, lui non sa che già sul Day by day Mail di quella mattina c’è una sua foto gigantesca con il gioco di parole: «Quest’uomo ha le chiavi dell’assassinio di Joanna?» (Allusione al fatto che come tenutario avesse doppioni delle chiavi di ogni appartamento): non possiede una television, solo uno schermo su cui proietta gli amati movie francesi, ha la casa stracolma di libri ma compra solo occasionalmente i giornali.



Voci e indizi contro Mr Jefferies
I tabloid si scatenano. Il Solar pubblica una vecchia foto in cui i suoi capelli sembrano tendere al blu e titola «Lo strano Mr Jefferies», evocando il caso del dottor Jekyll; il Every day Mirror lo definisce «un guardone». Fonti anonime raccontano di un temperamento irascibile, di allusioni sessuali con i ragazzi, speculano sul suo celibato, sottolineano sinistre passioni letterarie, parlano persino di un possibile legame con un delitto del 1974 e di un’amicizia con un pedofilo.Intanto dall’Olanda, dove è andato assieme a Tanja per passare il Capodanno, Vincent Tabak, l’altro vicino di casa, chiama la polizia con una informazione che cube di aver dimenticato di fornire prima: il padrone di casa ha spostato la macchina la notte dell’assassinio della signorina Yeates. Un altro indizio contro Mr Jefferies.



L’adorabile Vincent
L’ultimo dell’anno una detective vola advert Amsterdam e interroga Tabak per sei ore in un lodge vicino all’aeroporto. Ma il comportamento del testimone sembra sospetto. Troppe domande, qualche piccola contraddizione, l’esitazione davanti alla richiesta di un check del dna. E sarà proprio il dna a scagionare Jefferies – che però, rilasciato il primo gennaio, rimarrà in libertà vigilata fino al four marzo – e a inchiodare Vincent, l’altro vicino di casa della vittima.Quando lo arrestano, il 20 gennaio, molti sono convinti che si tratti di un altro errore giudiziario. Vincent Tabak è un ragazzo gentile e intelligentissimo, quasi geniale, dicono all’università di Eindhoven dove ha studiato. Period molto solitario prima di arrivare in Inghilterra, ma da quando sta con Tanja è diventato più socievole e allegro. Anche i genitori di lei – il papà è un avvocato canadese laureato advert Harvard – lo definiscono «pretty Vincent», l’adorabile Vincent. E poi period in un supermercato alle 22.30 quella sera, le telecamere l’hanno ripreso comprare birra e patatine. Un’oretta prima aveva inviato un sms a Tanja, fuori per un get together natalizio: «Mi manchi tanto. Mi annoio qui senza di te».



Un uomo totalmente freddo e folle
Nei giorni successivi al delitto, si scoprirà durante il processo, Tabak aveva commentato il caso con gli amici, osservando come soltanto «un uomo totalmente freddo e folle» avrebbe potuto «continuare a comportarsi normalmente dopo una cosa del genere». Una descrizione perfetta, di se stesso.Mentre si faceva vedere al supermercato per fabbricarsi un alibi, quella sera del 17 dicembre, il corpo di Joanna period nel bagagliaio della sua macchina. Lo lascerà vicino alla cava coperto di foglie poco prima di andare a prendere Tanja all’una e mezza di notte. E due giorni dopo, mentre dall’altra parte del muro Greg period disperato per la scomparsa della sua ragazza, Vincent cercava su Google quanto tempo serve a un corpo per decomporsi, e qual è la differenza nel diritto britannico tra «manslaughter», omicidio colposo, e «homicide», assassinio.



«Il serial killer mancato»
Nemmeno quando, a febbraio, crolla davanti al prete del carcere, Tabak ammette di aver premeditato l’aggressione. Al processo, durante le 5 ore trascorse al banco dei testimoni, le mani aggrappate al podio, sostiene di aver visto Joanna salutare dalla finestra della cucina e di averlo interpretato come un invito a entrare. Insiste di non averla voluta uccidere, di aver provato a baciarla e di essere entrato nel panico sentendola urlare. Ma i giurati non gli credono: un giovane alto più di un metro e novanta non stringe il collo di una ragazza molto più fragile di lui fino a «spremergli by way of la vita», per caso.A poco più di tre settimane dall’inizio del dibattimento, il 28 ottobre 2011, l’imputato è condannato all’ergastolo.Subito dopo, emerge che nei suoi laptop c’period materiale pornografico violento, video e immagini di donne legate e strangolate. Dettagli omessi durante il processo perché il giudice aveva deciso che la vita sessuale di Tabak non fosse rilevante. Secondo molti criminologi, però, se non fosse stato catturato, l’assassinio di Joanna sarebbe potuto essere il primo della carriera di un serial killer.



La rivincita di un bibliofilo
In qualche modo, la sua fidanzata Tanja è una sopravvissuta, come il professor Jefferies. Per settimane dopo il rilascio aveva dovuto nascondersi, farsi ospitare dagli amici spostandosi di casa in casa «come un prete dissidente ai tempi della Riforma», racconta a modo suo. Alla wonderful però non lascia correre. Fa causa ai tabloid. Vince un mega risarcimento da parte di eight testate: oltre 500 mila sterline, si cube, per la gioia dei librai britannici.


6 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 10:24)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/il-corpo-di-joanna-sotto-la-neve-e-lassassino-della-porta-accanto</link><guid>41</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Il corpo di Joanna sotto la neve e l’assassino della porta accanto</dc:text></item><item><title>Torre del Greco, arrestato Borriello Gravi le accuse: corruzione e truffa</title><description><![CDATA[OPerazione della guardia di finanza
Mezzogiorno, 7 agosto 2017 - 08:45


In manette anche tre imprenditori. In cambio di somme di denaro aveva fatto in modo che un’azienda fosse estromessa dall’appalto per la raccolta dei rifiuti







Ciro Borriello
In manette il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, oltre a lui sono stati arrestati dalla Guardia di finanza tre imprenditori; i reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura di Torre Annunziata , guidata da Alessandro Pennasilico, sono corruzione, truffa e falso; in particolare il sindaco, in cambio di somme di denaro ricevute in luoghi appartati, aveva fatto in modo che la precedente ditta aggiudicataria dell’appalto per i rifiuti fosse estromessa a vantaggio di quella dell’imprenditore Ciro Balsamo, che è tra gli arrestati. La ditta inoltre sulla carta si occupava del lavaggio degli automezzi per la raccolta, ma in realtà non provvedeva a pulirli. Borriello quattro anni fa fu eletto con una coalizione di centrodestra, di recente ha annunciato di voler passare con “Noi con Salvini”.



Incontri ripresi con videocamere
Nello specifico le indagini hanno documentato che la società “F.lli Balsamo”, si legge in una nota della Procura di Torre Annunziata, ha «costituito mediante escamotage contabili, fondi neri di denaro contante, funzionali a ripagare lautamente gli atti contrari ai doveri di ufficio posti in essere dal primo cittadino». Tali somme «venivano consegnate al sindaco nel corso di incontri mensili in luoghi appartatati, privi di copertura di cellulari, mediante passaggi da un’auto all’altra». Nonostante tutto questo, gli incontri sono stati integralmente documentati con video-riprese e intercettazioni ambientali.





Violazione delle norme
Già l’ingresso nell’appalto della società Balsamo, è stato ricostruito dalla Procura di Torre Annunziata, «è connotato da marcata illegalità essendo riuscita a subentrare artatamente nell’appalto dei servizi di igiene urbana per la raccolta differenziata alla ditta Ego Eco che si period aggiudicata il servizio per il periodo 21 maggio 2012-20 gennaio 2016 con importo complessivo di oltre 30 milioni di euro». È stato proprio il primo cittadino, cube l’accusa, a determinare la decadenza dell’appalto della Ego Eco eseguendo «rigidi controlli in prima persona e in tempo di notte». Non solo, tra le “iniziative amministrative” del sindaco «l’istituzione di un servizio sostitutivo di raccolta rifiuti svolto da dipendenti comunali incardinati in uffici diversi dalla Nettezza urbana, in totale violazione della normativa di settore nonché la rappresentazione di una situazione di pericolo per la salute pubblica artatamente creata per effetti di una certificazione emessa da competente ufficio dell’Asl Napoli 3Sud priva di ogni fondamento e riscontro».


Ciro Borriello (secondo da destra) brinda con Matteo Salvini




Simpatie leghiste
Sono recenti le simpatie di Borriello per il Carroccio. Infatti, c’period anche lui, alla Mostra d’Oltremare di Napoli al comizio del segretario della Lega Nord. Borriello non ha mai nascosto le sue simpatie per il chief delle “camicie verdi”. Ex Forza Italia, period lì con un paio di assessori della sua giunta, ed un nutrito gruppo di attivisti che “Noi con Salvini” vanta a Torre. Si tratta del circolo col maggior numero di adesioni nella provincia di Napoli, circa 200. «Chi può non essere d’accordo con lo slogan di Salvini “prima l’Italia e prima gli italiani?” — si chiedeva all’epoca Borriello —. Condivido molte delle sue idee, e non nascondo la possibilità di un’adesione al suo movimento».



7 agosto 2017 | 08:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SEGUI CORRIERE SU FACEBOOK 

]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/torre-del-greco-arrestato-borriello-gravi-le-accuse-corruzione-e-truffa</link><guid>27</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Torre del Greco, arrestato Borriello Gravi le accuse: corruzione e truffa</dc:text></item><item><title>Nubifragi nel Nord-Est: quattro morti e due dispersi</title><description><![CDATA[maltempo
Milano, 6 agosto 2017 - 18:25


Due vittime colpite da alberi sradicati in Friuli e in Veneto durante sagra sul Piave. Colpito da fulmine muore sulla Marmolada. Una 24enne romana cade su un sentiero sull’Adamello







 




Il bilancio della prima domenica estiva di maltempo sul Nord Italia sembra un bollettino di guerra: quattro vittime e due dispersi. Ai quali va aggiunta la donna morta due giorni fa a Cortina trascinata da una frana in un torrente con la sua auto. I temporali hanno flagellato a partire dalla tarda serata di sabato nelle zone alpine centrali e orientali. In Friuli un uomo di 41 anni di nazionalità belga è deceduto nella sua tenda sulla quale è caduto un albero in val Tramontina (Pordenone), mentre partecipava al campeggio di Rainbow Household, comunità pacifista che organizza vacanze «various» e che per il secondo anno consecutivo ha portato in Carnia three mila persone. Sempre in Friuli, ma in alta val di Torre al confine con la Slovenia, sono state sospese al calar della notte e riprenderanno in mattinata le ricerche, rese molto difficili dal maltempo, di Valter Del Forno, 66 anni, disperso da sabato sera dopo aver partecipato a una festa in un rifugio a passo Tanamea. Alle ricerche partecipano tre squadre del Soccorso alpino e due unità cinofile.





La sagra
Non c’è stato scampo per un 47enne emiliano che stava percorrendo la cresta ovest della Marmolada, al confine tra Veneto e Trentino. Un fulmine l’ha colpito sulla by way of ferrata, una donna che period con lui è rimasta ferita per la scarica elettrica. L’intervento di recupero delle vittime con l’elicottero è stato molto complesso a causa delle avverse condizioni meteo. L’ondata di maltempo in Veneto ha causato un morto e un disperso. Nel primo pomeriggio un albero è caduto su un tendone dove period in corso una sagra nella frazione Marziai di Lentiai (Belluno), sulle rive del Piave, investendo un uomo. È deceduto poco dopo in ospedale per arresto cardiaco.



Lago di Garda
Sul lago di Garda, tra Navene e Malcesine, una barca a vela di tre metri e mezzo con a bordo due coniugi si è rovesciata a causa del vento (a Torbole e Arco sono state misurate raffiche superiori a 100 chilometri all’ora). La donna è stata recuperata, mentre il marito risulta disperso. Altri cinque ragazzi su una barca a vela sono stati salvati da gommoni di turisti.



Il sentiero
Mentre period in corso un forte temporale stava percorrendo con il fidanzato e un amico il sentiero che sull’Adamello collega il rifugio «Maria e Franco» con il rifugio «Lissone», in provincia di Brescia. Presso il passo Ignaga, Margherita Nardone è scivolata sulla strada bagnata ed è precipitata lungo i ripidi versanti per diversi metri. Per la 24enne romana non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi.



Lombardia e Alto Adige
In Lombardia una frana ha isolato 80 persone che si trovavano nelle loro baite in val Masino (Sondrio) e un altro smottamento ha interessato la val Malenco rendendo difficile la viabilità locale: chiusa anche la strada per Caspoggio. Una tromba d’aria ha danneggiato un albergo a Selvino, nella Bergamasca. Grazie all’intervento di un elicottero adatto al volo notturno dell’Esercito sono state recuperate cinque pesone che erano disperse in val di Braies (Bolzano), dopo che nella notte un nubifragio aveva interessato l’alta val Pusteria causando danni ingenti anche a Dobbiaco.



Le previsioni
Oggi tempo in miglioramento sulle regioni colpite dai nubifragi, con alcuni rovesci isolati nel Triveneto. Attesi temporali su alto Piemonte e Valle d’Aosta.





6 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 10:21)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SEGUI CORRIERE SU FACEBOOK 
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/nubifragi-nel-nord-est-quattro-morti-e-due-dispersi</link><guid>32</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2017/08/06/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/3e0ca8dce5d25991aeea45da11b3308e-kk0G-U43350670249386IAH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20170807102329</dc:content ><dc:text>Nubifragi nel Nord-Est: quattro morti e due dispersi</dc:text></item><item><title>Abbonamenti a servizi porno e scommesse con i telefonini di Stato</title><description><![CDATA[

Sono 401.839 i cellulari a carico dello Stato. Tra questi, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione risultano attivi 840 abbonamenti al servizio «SexyLand», 665 a «Le porno Erasmus» e 564 a «Video exhausting casalinghi» solo tra aprile e giugno 2017. Lo riporta Repubblica sui dati che la Commissione si è fatta inviare da Telecom Italia sul traffico (sms, web e telefonate) dei telefonini forniti alle amministrazioni pubbliche per vedere quanto lo Stato potrebbe risparmiare eliminando tutte le chiamate e i servizi che non sono pertinenti all’opera di un dipendente pubblico.



Servizi non richiesti
Occorre però dire che alcuni, se non molti, di questi servizi «fuori ordinanza», tra i quali ci sono anche gli abbonamenti alla Serie A Tim, all’oroscopo, alle scommesse e alle ricette, potrebbero essere stati attivati all’insaputa degli interessati: a volta basta cliccare su un banner per essere automaticamente abbonati a un servizio non richiesto. Però risulta che tra il 2012 e il 2017 si sarebbero potuti risparmiare 7,7 milioni di euro.





Beneficienza con i nostri soldi
Difficile però spiegare con la casualità le 1.382 chiamate tra aprile e giugno di quest’anno al name middle di Trenitalia o le 1.108 a quello dell’Alitalia, o ancora di più le 267 a Ticketone per avere informazioni sui biglietti dei concerti. Oppure le migliaia di sms per prodotti bancari, tutti servizi che caricano le commissioni sul telefonino di servizio e non sul proprio. «Credo che la maggior parte di questi abbonamenti siano stati attivati involontariamente, frutto di truffe telefoniche», ha commentato Paolo Coppola, presidente della Commissione. «Se chi lavora nella pubblica amministrazione ci casca così facilmente, chissà quanti utenti privati vengono fregati». Forse, però, basterebbero maggiori controlli per evitare il televoto a Sanremo e la beneficienza con un sms fatta con i telefonini di Stato. A carico nostro.


7 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 09:57)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/abbonamenti-a-servizi-porno-e-scommesse-con-i-telefonini-di-stato</link><guid>28</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Abbonamenti a servizi porno e scommesse con i telefonini di Stato</dc:text></item><item><title>Ragusa, pompieri volontari appiccavano incendi per percepire compensi: 1 arresto e 14 denunce</title><description><![CDATA[I vigili del fuoco del turno D lavoravano molto di piu' di tutti gli altri. Come, per magia, sembrava che quando scattava il turno dei pompieri volontari coordinati da Davide De Vita, i piromani di scatenassero. Quella squadra, composta da 15 persone, aveva al suo attivo il triplo di interventi degli altri e per ognuno di loro percepivano un'indennita' di 10 euro. Lavoravano cosi tanto che, nella caserma di Santa Croce Camerina, gli altri volontari chiedevano di essere ammessi a far parte di quella squadra.E' stato partendo da questa anomalia che gli investigatori della squadra cellular di Ragusa, diretti da Antonino Ciavola, sono venuti a capo di una banda organizzatissima di piromani che negli ultimi mesi aveva appiccato decine di incendi. Erano i pompieri volontari del distaccamento di Santa Croce Camerina. Il caposquadra, durante le ore di servizio, prendeva il furgoncino, si allontanava, appiccava il fuoco in punti strategici di aree boschive, poi simulava chiamate di emergenza ed entrava in azione con i suoi per spegnere le fiamme. Le indagini, scattate in seguito advert una segnalazione del comando provinciale dei vigili del fuoco di Ragusa ha portato oggi all'arresto del caposquadra, Davide Di Vita, 42 anni, di Vittoria e alla denuncia di 14 componenti della sua squadra per truffa e incendio. Il pm aveva chiesto l'arresto per tutti ma visto che i fatti si riferiscono al 2015 il gip ha firmato l'ordine di cattura solo per il caposquadra, mente del gruppo, quello intercettato mentre diceva di "voler fare scoppiare una bomba" pur di prendere l'indennita' Di Vita, che oggi lavora come assistente tecnico di impianti refrigeranti, e' stato arrestato mentre period al lavoro.Questo il loro modus operandi: i volontari chiedevano aiuto a parenti e amici che telefonavano segnalando incendi inesistenti appiccati da animali vaganti persino con i loro stessi cellulari e poi si segnavano l'intervento per il quale percepivano il compenso. Ma poi approfittavano delle situazioni meteo favorevoli, in giornate di grande caldo o di vento, per appiccare il fuoco a terreni e aree boschive e restavano nei pressi in attesa che la sala operativa dei vigili del fuoco desse l'allarme e li inviasse sul posto.Come e' stato possibile accertare

con i gps poi montati dagli investigatori della Cellular sui mezzi in uso alla squadra di Di Vita, i volontari erano sempre i piu' vicini al luogo dell'incendio in modo da assicurarsi la priorita' di intervento rispetto alle altre squadre. Convocati in questura e intercettati in attesa degli interrogatori, messi di fronte alle loro stesse parole "loro sanno tutto, sanno che abbiamo dato fuoco", hanno ammesso le loro responsabilita'.      


Argomenti:
incendi
vigili del fuoco
truffa
ragusa
provincia ragusa
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/ragusa-pompieri-volontari-appiccavano-incendi-per-percepire-compensi-1-arresto-e-14-denunce</link><guid>7</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-palermo/2017/08/07/070815788-67946fff-d705-4ae2-ab56-01b64fbc1389.jpg</dc:content ><dc:text>Ragusa, pompieri volontari appiccavano incendi per percepire compensi: 1 arresto e 14 denunce</dc:text></item><item><title>"Quell'property e la prima vacanza senza genitori": i lettori (e Paolo Di Paolo) raccontano</title><description><![CDATA[La valigia del primo viaggio da soli non somiglia a nessun'altra. Che sia riempita con cura, con il supporto ansioso dei genitori, o fatta alla rinfusa e in fretta, con spirito ribelle, ha qualcosa di diverso e irripetibile. È un esperimento di riduzione del proprio mondo in 55x40x20cm, un sunto in dieci chili o poco più della propria cameretta. D'altra parte, il primo viaggio soli funziona come un'avventura anche se non è lontano, come una scoperta anche se è solo Torino-Palermo, anche se è un luogo già visto.Solitudine - o più precisamente autonomia - e libertà: conta questo più di qualunque visione, ogni birra più del paesaggio, che spesso si riduce - durante e dopo - a una strana e indistinta nebbiolina. Ma dov'ero? ti dici, e lo sai, certo, lo ricordi, ma è davvero importante? L'indirizzo del mio primo vero viaggio period Paseo de la Estación, Salamanca. Studiavo spagnolo la mattina nell'università di quella piccola splendente città barocca. L'infermiera Emilita, che doveva ospitarmi, non rispondeva al citofono.Cominciamo bene, ho pensato. Stava facendo la doccia. Mi aprì con un asciugamano in testa; vedendomi, disse "Encantada", e mi sembrò eccessivo, ma mi aveva portato fuori strada una traduzione a orecchio, letterale. Dettò subito le regole: mai la doccia prima delle sette del mattino, mai dopo mezzanotte. Fu molto severa sul tema "perdere le chiavi di casa". Spesso mi lasciava la cena fredda sul tavolo, con un biglietto. Fu terribile quando, per omaggiare la mia italianità, si avventurò con la pasta al pomodoro - e, avendone lasciato io metà piatto, me la ripropose per tre pasti consecutivi. Sempre più scotta e incollata.Feci amicizia con la vecchia madre di Emilita, guardava in TV una trasmissione intitolata, mi pare, "Corazón de verano" e mi chiedeva di tutto - biascicando e dunque mettendo alla prova la mia traballante capacità di comprensione. Period la prima property del ventunesimo secolo, andavo a collegarmi in un web level in centro. Ma così, a intermittenza e senz'ansia. Me ne dava di più l'imperscrutabile ragazza belga che provavo a sedurre, vicina di banco lentigginosa, con un vestito leggero e un'aria sempre un po' perplessa. Aggiungo, alla rinfusa, le montagne di panni sporchi dei miei compagni di stanza americani. E l'odore, non proprio tenue. Erano chef improbabili: decantavano la bontà del riso al ketchup. Scola il riso, butta il ketchup.Fantastic. Che altro? La totale, quasi ottusa, spensieratezza. L'impressione della vita come di un eterno presente. Si chiama giovinezza, certo. Però, in un primo viaggio da soli, si rivela con una intensità che non è solo quella dei balli fino a tardi. O dei baci, e di tutto, tutto il resto. È il fatto che qualsiasi cosa somiglia a una novità benefica, anche quando è una sciocchezza, anche quando non lo è, anche quando è un rischio. Ogni ora, ogni minuto, la miracolosa stranezza di essere vivi. ]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/quellproperty-e-la-prima-vacanza-senza-genitori-i-lettori-e-paolo-di-paolo-raccontano</link><guid>8</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/04/173903670-7e60a78a-7938-4def-859f-22cfd10807b0.jpg</dc:content ><dc:text>"Quell'property e la prima vacanza senza genitori": i lettori (e Paolo Di Paolo) raccontano</dc:text></item><item><title>Sotto l’effetto d’ecstasy durante l’atterraggio: condannato pilota EasyJet</title><description><![CDATA[

Un atterraggio alla «n’importe quoi» - ovvero praticamente senza controllo, dove sarebbe potuta accadere qualune cosa. Un pilota della compagnia low value EasyJet è stato condannato a un anno di reclusione con la condizionale per avere volato sotto l’effetto di droghe: l’uomo, un francese di 49 anni, pilota di Airbus 380, papà di tre bimbi, ha ammesso che lo scorso maggio ha avuto difficoltà advert atterrare all’aeroporto parigino di Orly poiché il giorno prima aveva consumato un terzo di una pasticca di ecstasy, riportano il quotidiano britannico Telegraph e quello francese Good Matin. Un tribunale di Creteil, un comune alle porte di Parigi, ha inoltre revocato la licenza del pilota, la cui identità non è stata resa nota, e la EasyJet ha avviato un procedimento disciplinare contro di lui. L’uomo ha detto ai giudici di essere dipendente dalla droga da circa «un anno e mezzo». In genere consumava la sostanza stupefacente «due o tre giorni prima di volare». Ma nell’ultimo volo che ha compiuto, si è sentito male in cabina. Circostanza raccontata telefonicamente a uno dei quattro spacciatori che lo riforniva anche di cocaina. «Ho avvertito una sudorazione improvvisa, non mi sono sentito bene. Ho fatto qualche sciocchezza in atterraggio. Credevo che gli effetti della droga fossero limitati a un paio d’ore dopo l’assunzione». Invece no. Si sono manifestati anche giorni dopo. E per questo è stato condannato a 12 mesi per il reato aver messo a rischio la vita altrui



Easyjet: «Tolleranza zero nei confronti delle droghe»
Dopo la condanna, la compagnia low value EasyJet ha diffuso una nota in cui ribadisce la politica del vettore di «tolleranza zero» su stupefacenti e alcolici ed informa che «dall’avvio delle indagini, il pilota è stato rimosso dal suo incarico e nei suoi confronti è stato avviato un procedimento disciplinare». «La sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio - si legge nella nota - è la prima priorità per EasyJet». «EasyJet - prosegue la nota - ha una politica di tolleranza zero su droghe ed alcool» e «i piloti sono tra le categorie professionali i più soggette a regolamenti e controlli al mondo».




7 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 07:23)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/sotto-leffetto-decstasy-durante-latterraggio-condannato-pilota-easyjet</link><guid>30</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Sotto l’effetto d’ecstasy durante l’atterraggio: condannato pilota EasyJet</dc:text></item><item><title>Palermo, manomettevano decoder e modem della pay television, 150 persone denunciate</title><description><![CDATA[
In tempo di saldi c'è anche chi risparmia sulle piattaforme televisive riuscendo a pagare un canone illegale di bassissimo costo per vedere in chiaro i servizi a pagamento. È il caso di 150 denunciati in tutta Italia dalla polizia penitenziaria e dalla guardia di finanza in un'operazione congiunta.Centocinquanta perquisizioni e sequestri tra Sicilia, Lombardia e Piemonte contro un'organizzazione dedita alla condivisione illecita, attraverso la rete, dei servizi di alcune tra le maggiori piattaforme televisive a pagamento. L'operazione ha permesso di denunciare oltre centocinquanta persone, fra cui i quattro membri dell’organizzazione, operante a Palermo, dedita alla fornitura, previo pagamento, di codici e mezzi idonei all'accesso al sistema informatico e telematico, protetto da misure di sicurezza. L’indagine è stata coordinata dalla procura  di Palermo e ha permesso di disarticolare una vera e propria piattaforma parallela, ed abusiva,  che forniva, by way of etere, i medesimi servizi di alcune word piattaforme televisive a pagamento e supportando il cliente in ogni momento della giornata attraverso interventi che avvenivano “in diretta” by way of net. Il pagamento per la visione di tali programmi, però, non confluiva alle piattaforme legittime proprietarie ma, in totale evasione d’imposta, advert un gruppo di pirati informatici. Le attività hanno consentito di rinvenire e sequestrare numerose apparecchiature tra decoder, sensible television, apparati informatici e onerous disk.Chi accedeva a questi servizi agevolati prima acquistava modem già modificati per la ricezione delle trasmissioni, advert un costo oscillante fra i 60 e gli 80 euro,  a fronte di un canone mensile, l’organizzazione forniva ai clienti le chiavi di accesso ai server esteri, necessarie per leggere in chiaro tutti i programmi televisivi a pacchetto e "pay per view" delle principali piattaforme che forniscono tali servizi.Ma il gruppo, in un'escalation di servizi resi, period arrivata a creare un’app che appositamente installata, e previo pagamento del canone previsto, consentiva, attraverso l’inserimento delle password fornite, di poter visualizzare in chiaro i canali anche su dispositivo mobili quali smartphone, pill, e private pc. L’abbonamento mensile alle due emittenti a pagamento, che secondo le tariffe ufficiali ha un costo di oltre 100 euro per gli abbonati, aveva invece per i furbi un costo di appena 10 euro.Gli attuali destinatari dei provvedimenti di perquisizione emessi dall’autorità giudiziaria di Palermo, sono stati segnalati alla procura per aver procurato, richiesto, acquistato o venduto, consapevolmente, decoder “modificati” e per aver nstallato programmi web, in grado di aggirare i codici di sicurezza delle piattaforme  televisive a pagamento, consentendone la visione in chiaro dei programmi TV da questi trasmessi.

Così l'organizzazione procurava un danno ancora in by way of di quantificazione all’Erario.I finanzieri provvederanno ora a quantificare i guadagni illegalmente conseguiti, ricostruendo il giro d’affari sia attraverso il numero degli abbonamenti sottoscritti sia attraverso indagini finanziarie che partiranno dalla carte ricaricabili rinvenute durante le perquisizioni sulle quali sono venivano riversati i corrispettivi dell’attività illecita.


Argomenti:
Provincia Palermo
pay tv
Guardia di Finanza
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/palermo-manomettevano-decoder-e-modem-della-pay-television-150-persone-denunciate</link><guid>1</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-palermo/2017/08/07/094628025-5836f350-e54c-4c77-bb12-7289ecc49fc3.jpg</dc:content ><dc:text>Palermo, manomettevano decoder e modem della pay television, 150 persone denunciate</dc:text></item><item><title>Ragusa: volontari dei Vigili del Fuoco appiccavano roghi per guadagnare soldi, 15 indagati </title><description><![CDATA[

Quindici pompieri ausiliari sono indagati per truffa, alcuni di loro anche per incendio: secondo la Polizia di Stato di Ragusa appiccavano incendi e simulavano richieste di soccorso al 115 per guadagnare 10 euro all’ora (la paga dei Vigili del fuoco). I fatti si riferiscono al 2013-2015 e per questo motivo (è trascorso troppo tempo dai fatti contestati) il gip ha ritenuto di non concedere misure cautelari.




Le accuse
A finire sotto accusa nell’operazione Efeso un’intera squadra di pompieri, di cui solo il capo del gruppo è stato posto agli arresti domiciliari. «In una occasione, ha asserito di voler “fare scoppiare una bomba” pur di prendere le indennità spettanti», dicono gli inquirenti. Le indagini condotte dalla Squadra Cellular del capoluogo siciliano, hanno preso il by way of dopo una segnalazione del comando dei Vigili del fuoco. Tutti e quindici erano in servizio nel distaccamento di Santa Croce Camerina: le indagini della Procura hanno accertato che durante il turno come volontario il capo del gruppo si assentava, coperto dai colleghi, per andare con il suo furgoncini advert appiccare incendi. Il tutto poi per intervenire con l’autobotte e spegnerli, percependo così l’indennità.





«Sanno che abbiamo dato fuoco»
«Loro sanno tutto, sanno che abbiamo dato fuoco» dicevano alcuni degli indagati nelle intercettazioni effettuate negli uffici della polizia di Ragusa. A far scattare le indagini le anomalie sul numero di interventi registrati quando i 15 erano in servizio: durante il turno «D» venivano effettuati 120 interventi contro i 40 degli altri turni. Tre le modalità con cui operavano, oltre all’azione del caposquadra che materialmente poteva appiccare gli incendi, agivano simulando interventi dopo aver fatto segnalazioni inesistenti alla centrale operativa del 115. In altri casi invece chiedevano aiuto da parte di parenti e amici che materialmente effettuavano le segnalazioni.


7 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 10:51)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/ragusa-volontari-dei-vigili-del-fuoco-appiccavano-roghi-per-guadagnare-soldi-15-indagati</link><guid>29</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Ragusa: volontari dei Vigili del Fuoco appiccavano roghi per guadagnare soldi, 15 indagati </dc:text></item><item><title>"Renzi ci ha abbandonato. Sullo Ius soli serve più coraggio”</title><description><![CDATA[ROMA - "Renzi lo venisse a dire nelle scuole che lo ius soli non si fa più. Lo venisse a raccontare ai ragazzi di tante nazionalità numerous che aspettano da anni di diventare italiani. Questa questione va affrontata come si deve, non davanti alla platea di Capalbio". Sara Moutmir è di origini marocchine: è in Italia dal 2001, da quando aveva 6 anni. Oggi ne ha 22 e le idee molto chiare: "Questa è la battaglia della vita. Mi vengono le lacrime agli occhi se penso che nemmeno stavolta il mio Paese mi riconoscerà come cittadina italiana".Delusa dalle dichiarazioni del segretario Pd sullo Ius soli?"Ci vuole abbandonare. Ed è assurdo, perché non ci si tira indietro quando le sfide diventano più complicate".Questa frenata nasce da questioni di opportunità politica?"Non ci nascondiamo: su questa riforma c'è una fortissima opposizione e anche un grande menefreghismo. Mi sarei aspettata più coraggio e non questa paura, questo temporeggiare ancora su una vicenda così importante".Si cube che a incidere possa essere la percezione legata ai flussi di migranti nel Mediterraneo: lei che ne pensa?"Che questa riforma, per altro molto moderata, non c'entra nulla con quanto avviene nel canale di Sicilia, non riguarda il bimbo che nasce nell’ospedale a Lampedusa appena sbarcato. Interessa, invece, migliaia di persone che vivono in Italia da anni, che hanno fatto le scuole qui, che come mio fratello di 13 anni sono nate qui. Lui potrebbe ottenere la cittadinanza se ci fosse lo Ius soli".E lei?"Io potrei ottenerlo tramite lo ius culturae. Ho iniziato le scuole qui. Le ho frequentate dalla prima elementare. E ora, al contrario di tutti gli altri, per ottenere la cittadinanza devo lavorare e mantenere un reddito. Oppure devo sperare nella riforma. Io sono italiana al 101%. Dicono che non c'è differenza tra me e il mio compagno delle elementari. Ma non è vero, perché se c'è un bando pubblico e il requisito è avere la cittadinanza italiana, io sarò sempre esclusa".Spera ancora in un ripensamento da parte del mondo politico?"Ci spero tantissimo. Non posso pensare che il mio Paese in cui ho tanta fiducia, proprio ora si tiri indietro"


Argomenti:
ius soli
cittadinanza italiana
leggi da non tradire
Protagonisti:
Matteo Renzi


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/renzi-ci-ha-abbandonato-sullo-ius-soli-serve-piu-coraggio</link><guid>2</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/07/091055825-4cb5f05e-e9a1-4dce-bb5b-d4dfa7ac9787.jpg</dc:content ><dc:text>"Renzi ci ha abbandonato. Sullo Ius soli serve più coraggio”</dc:text></item><item><title>La modella rapita a Milano parla in television: "Grazie ai poliziotti che mi hanno liberata dall'incubo"</title><description><![CDATA[Ha un nome e un volto, la 20enne modella inglese rapita a Milano da un cittadino polacco per essere venduta all'asta sul darkish net.  Si chiama Chloe Ayling, e in un'intervista concessa al Tg1, ha ringraziato la polizia italiana e quella inglese che l'hammo liberata da un incubo durato sei giorni. "Ho subito un'esperienza terribile - ha detto -.Ho temuto per la mia vita minuto per minuto. Sono infinitamente grata alla polizia italiana e a quella britannica per avermi salvato. Hanno lavorato giorno e notte per trovarmi". Poi ha aggiunto di non poter dire di più a causa delle indagini ancora in corso. Si è mostrata alle telecamere, Chloe, ancora molto spaventata dall'essere finita nelle grinfie di qualcuno che le ha parlato a nome dei Black Dying. "Mi è stato fatto capire che l'organizzazione è strutturata su venti livelli gerarchici e tratta a pagamento una serie di crimini, dalla droga agli omicidi, operando sul cosiddetto deep net" aveva detto agli inquirenti italiani.
Milano, le foto del rapimento della modella mostrate dagli investigatori
Che il rapimento ci sia stato e lei sia stata drogata con la ketamina non sono questioni messe in dubbio dagli investigatori. Ma è anche tremendamente vero che numerosi dettagli non quadrano. A cominciare da una domanda che gli investigatori della squadra Cellular rivolgono all'improvviso advert Chloe, causandole lacrime copiose: "Ma non le sembra strano andare a comprare delle scarpe con il suo rapitore?", perché anche questo è successo e, ovviamente, la commessa, individuata dai poliziotti, l'ha riconosciuta, e ha riconosciuto quello che lei chiama MD. Il carceriere dal cuore gentile, "che mai mi ha molestato sessualmente, è vietato dalle regole" e il sedicente "membro di livello 12" della "Morte nera", non è più sconosciuto. È Lukasz Pawel Herba. Ha appena compiuto trent'anni ed è stato beccato senza fatica: ha accompagnato la modella sin dentro il Consolato inglese di Milano, dove c'erano gli agenti: "Forse questo è cretino", è l'impressione che si scambiano i detective. E se la modella assicura in tre interrogatori di aver visto in azione ai suoi danni cinque persone, al momento ce n'è un'altra e basta. E cioè il fratello maggiore di Herba. Il quale Herba ha anche un pc: e non appare collegato advert alcun gruppo misterioso. È lui a spedir by way of Web foto, mail, domande di riscatto. Un tuttofare del crimine informatico.
Milano, il negozio abbandonato usato come esca per la modella rapita per un'asta sessuale online
Ma com'è che Chloe - ieri accompagnata dall'avvocato Francesco Pesce in una fitta serie di sopralluoghi investigativi - racconta questa sua storia di terrore? Arriva a Milano per una pubblicità, va in albergo, riposa, il mattino successivo, invece di incontrare un fotografo, cade nella trappola: "Una persona da dietro mi ha messo una mano sul collo e una sulla bocca, su entrambe le mani indossava guanti neri. Una seconda persona si è posta di fronte, indossava un passamontagna nero". Le fanno "un'iniezione nell'avambraccio destro", nonostante lei indossasse "un giubbino a maniche lunghe, tipo chiodo, di colore rosa. Nel frattempo mi sono sentita mancare l'aria (...) Quando mi sono ripresa avevo unicamente il physique rosa di ciniglia e i calzini che indosso ora". Period "nel baule di un'auto", senza più i suoi vestiti.Nel viaggio verso il covo-prigione, dove rimarrà cinque giorni, è sveglia. La familiare blu su cui viaggiano in tre fa "quattro soste", lei vede in faccia uno dei sequestratori, un "quarantenne magro, capelli castani, con caratteristiche che potevano essere polacche, dico questo perché mia madre è polacca": le si accuccia a fianco. Anche quando sale al secondo piano del casale di campagna, in Piemonte, massimo rispetto per l'ostaggio, anzi arriva MD e le spiega persino che c'è stato un errore di persona e alla superb le toglie le manette e la fa dormire nel letto matrimoniale senza toccarla mai: "Io non dovevo esser presa perché il capo aveva visto sul mio profilo Istagram alcune foto da cui period evidente che sono una mamma con un bambino piccolo e questo period contro le regole ".Un'organizzazione o il parto di una fantasia da mitomani? "Vi fornisco - cube Chloe nell'interrogatorio - un biglietto da visita che ieri MD mi ha dato, dov'è indicato un indirizzo e mail che avrei dovuto contattare per avere informazioni, che io stessa personalmente avrei dovuto veicolare ai mass media per fare pubblicità ai Black demise, ovvero che per le ragazze rapite la cifra d'asta per la vendita partirebbe da 300mila dollari, ma per invogliare al pagamento si richiede anche una cifra pari a 75mila".Sconto a parte, le ragazze sono segnate: "MD mi ha spiegato che negli ultimi cinque anni aveva guadagnato oltre 15 milioni di dollari, le ragazze sono destinate ai Paesi Arabi. Almeno tre alla settimana sono vendute e, quando l'acquirente si è stancato della ragazza, la cede advert altre persone. E quando non è più d'interesse viene knowledge in pasto alle tigri(...). Temo per la mia vita soprattutto alla luce del fatto che io vi ho raccontato queste cose e MD mi ha detto che l'organizzazione si avvale di oltre 10mila affiliati in Europa". Gente tosta, dunque, ma MD è talmente generoso da aver pagato 250mila dollari del riscatto. Gli altri 50 mila "devo darglieli io dopo la liberazione e devo indicare tre persone facoltose che conosco". Può essere?




Ai poliziotti il formidabile Herba ha spiegato che, molto malato di leucemia e

alla disperata ricerca di denaro, è entrato in contatto con "dei rumeni di Birmingham": sono loro i capi, lui ha eseguito, e che poteva fare? Sarà, non sarà, certo è la "Morte nera" è impregnata di paura virtuale, da quando un suo sedicente emissario è arrivato a Milano, ha avuto la sfortuna d'impattare contro il muro reale della procura antimafia e della squadra Cellular: e a Herba non basterà un clic per uscire di galera.


Argomenti:
milano
dark web
modella inglese rapita
tratta femminile
Protagonisti:
Chloe Ayling
Herba Lukasz Pawel


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/la-modella-rapita-a-milano-parla-in-television-grazie-ai-poliziotti-che-mi-hanno-liberata-dallincubo</link><guid>15</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2017/08/06/202826722-e0370170-a78e-43c6-bec7-6f995b5db552.jpg</dc:content ><dc:text>La modella rapita a Milano parla in television: "Grazie ai poliziotti che mi hanno liberata dall'incubo"</dc:text></item><item><title>Milano,  Chloe Ayling la modella inglese rapita: «Il mio primo viaggio in Italia. Ho temuto per la mia vita»</title><description><![CDATA[

Scossa e provata, Chloe Ayling, 20 anni, è tornata a casa. Mancava dall’11 luglio, quando credendo di essere stata scritturata per un servizio di moda, aveva lasciato l’abitazione di Coulsden, nel Surrey, alla volta di Milano, finendo nel mezzo di un complotto losco e violento le cui dinamiche sono ancora da appurare. Chiaro è che questa giovane modella, che in passato ha posato per il Solar ed altri tabloid britannici e che ieri nonostante il pallore ha trovato qualche sorriso, ha creduto di morire. «Ho temuto per la mia vita secondo per secondo, minuto per minuto, ora per ora», ha detto ai giornalisti che aspettavano il suo rientro.

Il sito della Morte Nera e la vendita delle schiave del sesso nel dark web

Il dark web

Per un racconto più dettagliato bisognerà attendere sino a dopo l’incontro con la polizia di Londra, che sta seguendo il filone britannico dell’inchiesta e che ha perquisito il 18 luglio l’appartamento di Sampson Shut, a Oldbury, dove apparentemente viveva il polacco Lukasz Pawel Herba, 30 anni, arrestato a Milano. L’uomo avrebbe agito assieme a tre o quattro complici, che gli inquirenti stanno cercando. «Mi hanno tenuto dentro una valigia, riuscivo a respirare solo attraverso un piccolo foro», ha sottolineato Chloe in pantaloncini e maglietta prima di aggiungere di non poter dire altro per ora, se non un grazie di cuore alle autorità italiane e britanniche che hanno reso possibile la sua liberazione e il suo rientro.

shadow carousel

Milano, ecco dove è stata tenuta in ostaggio la modella inglese rapita

Per Chloe il calvario è durato sei interminabili giorni. Dopo essere stata sedata, la modella period stata chiusa in una valigia e trasportata nel bagagliaio di un’auto sino a Lemie, frazione Borgial, in Piemonte, dove period stata tenuta incatenata e bendata. I sequestratori avevano intenzione di venderla attraverso il darkish net, la Rete oscura, ed è sulle tracce di questa tratta di donne verso Paesi orientali che si snodano le inchieste.


Stando alle ricostruzioni della stampa britannica, la modella aveva già vissuto momenti di paura lo scorso aprile, quando si period trovata sugli Champs Élysées proprio durante la sparatoria in cui period rimasto ucciso un agente della polizia di Parigi. Period tornata sconcertata in albergo. Allora Phil Inexperienced, l’agente della Supermodel Company che le aveva procurato l’ingaggio francese, aveva telefonato alla madre immediatamente per rassicurarla che la figlia stava bene. Per l’episodio italiano, invece, le buone notizie si sono fatte attendere. «Siamo rimasti in contatto con la famiglia — ha detto un portavoce dell’agenzia —. La priorità è sempre stata riportare Chloe a casa sana e salva». Un conoscente ha sottolineato però che la famiglia, che ha subito dato l’allarme quando non è stata più in grado di contattare la donna, ha temuto di non rivederla viva. «Per Chloe è stato un inferno. Le ci vorrà tempo per riprendersi completamente».


6 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 09:16)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/milano-chloe-ayling-la-modella-inglese-rapita-il-mio-primo-viaggio-in-italia-ho-temuto-per-la-mia-vita</link><guid>26</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Milano,  Chloe Ayling la modella inglese rapita: «Il mio primo viaggio in Italia. Ho temuto per la mia vita»</dc:text></item><item><title>Le ultime telefonate di papa Francesco a Dionigi Tettamanzi: "Lo chiamava di sera per rincuorarlo"</title><description><![CDATA["Il cardinale Dionigi ci ha insegnato sia a vivere che a morire. Seguiamo il suo esempio". Commosso, il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico della Diocesi di Milano, ieri alle 16 è andato a porgere l'ultimo saluto a Dionigi Tettamanzi, composto nella camera ardente della Villa Sacro Cuore di Triuggio. Prima di lui period arrivato a pregare per l'arcivescovo emerito anche monsignor Mario Delpini, l'arcivescovo eletto dal Papa, che verrà insediato il 23 settembre. Ma a pregare davanti alla bara a Triuggio è soprattutto la gente comune, gli amici, i parenti, quelli che hanno lavorato con lui a Milano, a Genova e prima ancora advert Ancona. Un flusso continuo che oggi riprenderà dalle 16 in Duomo, dove arriverà la salma, in vista dei funerali, domani alle 11, celebrati da Scola e da Delpini. 
La camera ardente del cardinale Dionigi Tettamanzi: la visita di Scola e Delpini assieme ai fedeli
"Period sereno negli ultimi giorni, aspettava la advantageous, riconoscente ai fedeli milanesi e alla vita", ricorda don Tiziano Sangalli, il segretario particolare, che il cardinale aveva scelto nel 2011, andando in pensione. "Per me è stato come un padre, mi ha insegnato tutto, non l'ho abbandonato fino all'ultimo respiro".E' stato accanto al cardinale dal primo all'ultimo giorno, nella quiete della Villa Sacro Cuore di Triuggio. Dall'arrivo nella casa spirituale, a un tiro da Macherio in Brianza, fino all'ultimo respiro, sabato mattina alle 10.30, circondato dai familiari. "Per me period come un padre, io credo per lui di essere stato un po' un figlio ". Don Tiziano Sangalli, 60 anni, il cardinale Dionigi Tettamanzi se l'period scelto come segretario particolare quando period andato in pensione, nel 2011. Prima di lasciare l'Arcivescovado in piazza Fontana si period ricordato di quel sacerdote di Brugherio, che period responsabile del santuario di Gianna Beretta Molla, e l'aveva chiamato. "Non so perché ha scelto proprio me, non ci conoscevamo bene. Comunque accettai subito. Figurarsi, per me period un onore inaspettato. Da quel giorno l'ho seguito ovunque, accompagnato sempre, ascoltato ogni giorno: mi chiedeva persino consigli sui suoi scritti, gli prendevo gli appuntamenti, gli tenevo l'agenda e la corrispondenza, gli facevo la rassegna stampa. "Dimmi cosa c'è oggi di ecclesialese sui giornali", mi chiedeva. E io gli leggevo i quotidiani. Questo fino a poche settimane fa. Poi le forze e la coscienza davvero l'hanno abbandonato. Si lavorava meno, non lo affaticavo ".



Don Tiziano è uno di quei preti lombardi che fanno pochi complimenti e vanno al sodo. Burbero quel che basta, sabato, il giorno in cui Dionigi Tettamanzi ha chiuso gli occhi, si è messo a difesa della digital camera ardente, tenendo lontani fotografi e cameramen. "Ci vuole rispetto ", cube di domenica, dopo aver accompagnato a pregare dentro alla digital camera ardente il cardinale Angelo Scola e il nuovo arcivescovo, Mario Delpini. Oltre alla perpetua Marina Oggioni, c'period una sola persona che stava al capezzale di Tettamanzi ogni giorno: don Tiziano. "Ultimamente period molto sofferente nel fisico anche se cercava di non darlo a vedere. Period soprattutto la sofferenza morale e psicologica a piegarlo, perché si sentiva andare by way of piano piano; si rendeva conto che si stava spegnendo e soffriva dal punto di vista spirituale. A volte, la sera, lo chiamava Papa Francesco e lo rincuorava. Gli è stato vicino fino alla nice". Nelle ultime settimane, don Tiziano ha visto Tettamanzi progressivamente perdere la lucidità.Tettamanzi, da Martini a papa Wojtyla: gli incontri che hanno segnato il suo mandato
"Period pronto e sereno, sapeva che ormai period una sofferenza che lo avrebbe condotto alla superb, ma accettava con molta serenità, senza rimpianti, con riconoscenza e affetto per i milanesi e per tutti i fedeli delle altre diocesi che ha guidato, Genova, Ancona, Vigevano. Un giorno, sembrava incosciente, ma ha cominciato a ripetere: "i poveri", "le vocazioni". Erano le sue preoccupazioni ". Nell'ultima ora, invece non ci sono state parole: "Period sedato, in terapia del dolore, non sentiva niente, non parlava. Noi eravamo attorno a lui tutto il giorno a pregare".Don Tiziano ovviamente ha tantissimi ricordi anche dei sei anni passati al fianco del cardinale. "Stavamo ore a ragionare, ci vedevamo in ufficio, programmavamo il lavoro; io lo seguivo in tutti i suoi impegni ed ero quasi stupito che lui mi consultasse, come se il mio parere fosse utile, come se fossi un collaboratore, oltre che il segretario. Period una persona molto amabile, generosa, un vero padre per me. Gli devo tutto, mi ha insegnato tanto, mi ha dato tutto dal punto di vista spirituale".
Non direbbe mai che oggi si sente il cuore a pezzi, anche se è ovvio che queste devono essere le emozioni. "Sono sereno, andrò in parrocchia, con una preziosa esperienza. Ho avuto una grande fortuna con questo incarico", cube con la stessa espressione soddisfatta che aveva il 25 marzo, in Duomo, quando accompagnò il cardinale all'ultimo incontro con il Pontefice in visita pastorale a Milano. "Period stanco, ma non voleva perdere questa occasione. Bergoglio con lui period sempre molto affettuoso, tutte le volte che si sono incontrati. Ma quel giorno in Duomo furono momenti

particolarmente intensi". Dopo l'ultima uscita pubblica, il cardinale ha avuto ancora per alcuni mesi la forza di stare seduto, di fare qualche passo, di mangiare. "Dal punto di vista della memoria period ancora reattivo. Quando gli leggevo la posta faceva cenno di sapere da chi veniva il messaggio, sorrideva. Ma period tanto stanco. Ha ceduto veramente nelle ultime settimane: si è come arreso, a un certo punto. Si è consegnato nelle mani di Dio".
 


Argomenti:
morte tettamanzi
milano
triuggio
Protagonisti:
Dionigi Tettamanzi
papa Francesco
Angelo Scola
mario depini
tiziano sangalli


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/le-ultime-telefonate-di-papa-francesco-a-dionigi-tettamanzi-lo-chiamava-di-sera-per-rincuorarlo</link><guid>5</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2017/08/07/084601003-30a24ea1-d4f7-4889-866e-f77a31035607.jpg</dc:content ><dc:text>Le ultime telefonate di papa Francesco a Dionigi Tettamanzi: "Lo chiamava di sera per rincuorarlo"</dc:text></item><item><title>Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà: "Premi a chi ospita migranti, altro che più tasse"</title><description><![CDATA[Giuseppe Falcomatà 

REGGIO CALABRIA - "Alzare le tasse a chi accoglie i migranti? La strada da percorrere è esattamente quella opposta". Per Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, la proposta della sua omologa di Codigoro che ha sollevato un vespaio di polemiche proponendo di tassare di più i cittadini che ospitano i sopravvissuti del Mediterraneo è "solo una provocazione". Ma la ricetta che propone è radicalmente diversa. "I sindaci che accolgono migranti sono sottoposti a stress e pressioni. Per questo bisogna creare dei meccanismi premiali anche dal punto di vista della tassazione ".In che modo?"Al momento la legge prevede solo dei risarcimenti per eventuali danni alle strutture che ospitano i migranti, ma i soldi arrivano molto tardi. In questo modo, i cittadini percepiscono il "danno", cioè una struttura sportiva o di altro genere che non possono utilizzare, ma non hanno percezione dell'apporto dello Stato. Questo crea delle tensioni".Dunque cosa si potrebbe fare?"Esiste una quota dei tributi locali che va allo Stato. Si potrebbe sospendere totalmente o parzialmente per le amministrazioni che in questi anni hanno affrontato più di altre il problema, o per incentivarne altre a farlo".Questa proposta potrebbe trovare resistenze politiche all'interno del partito?"Nel Pd l'concept di base rimane quella di non chiudere le frontiere, ma è chiaro che, di fronte advert un'emergenza che non ha advantageous, è necessario trovare nuove soluzioni ".Il Pd come sta affrontando la situazione?"Siamo coscienti dello sforzo del ministro Marco Minniti per individuare altri porti di sbarco su tutto il territorio nazionale, così come del lavoro che si sta facendo in Libia.I riscontri ci sono perché il numero degli arrivi è sensibilmente diminuito proprio nel periodo che viene considerato più caldo. Adesso però bisogna fare qualcosa per alleggerire la pressione sui Comuni. Soprattutto per amministrazioni come Reggio Calabria, sottoposte ai rigori di un piano di rientro ".Anche grazie a meccanismi fiscali premiali come quelli che proponeva?"Esattamente. L'concept è incentivare il maggior numero di centri possibile advert ospitare i migranti. Si tratta di mettere in pratica le politiche di accoglienza diffusa che anche qui abbiamo sperimentato con successo".Qual è la difficoltà più grande che come sindaco ha sperimentato?"Il problema non è il numero di migranti, ma l'intensità degli arrivi. A maggio ci siamo trovati in difficoltà perché gli sbarchi non sono stati accompagnati advert un efficace riparto sul territorio nazionale e i nostri centri si sono saturati in fretta".E sullo ius soli?"È una questione di dignità e civiltà. Io sono d'accordo senza se e senza ma. Il capogruppo Pd alla Digital camera, Ettore Rosato, ha detto che ci sarà tempo per approvare tutte le leggi in sospeso prima della wonderful della legislatura. E io sono fiducioso".


Argomenti:
interviste cronaca
Protagonisti:
Giuseppe Falcomatà


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/il-sindaco-di-reggio-giuseppe-falcomata-premi-a-chi-ospita-migranti-altro-che-piu-tasse</link><guid>4</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/07/085632493-2c7553f4-1578-4c6b-85d7-b91510ebc96a.jpg</dc:content ><dc:text>Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà: "Premi a chi ospita migranti, altro che più tasse"</dc:text></item><item><title>«Noi due homosexual discriminati  
	per l’abbraccio in piscina»</title><description><![CDATA[

«Siamo entrati in piscina, ci siamo abbracciati come altre coppie e dati al massimo qualche bacio a stampo. Ma solo a noi il bagnino ha detto che dovevamo darci un contegno perché c’erano i bambini». È successo a Salerno, nello stabilimento balneare Lido Arcobaleno, il four agosto scorso, dove A., 17 anni, si trovava con il suo ragazzo 18enne. «Un’altra discriminazione contro una coppia homosexual, dopo le camere negate nei mattress &amp; breakfast in Calabria e in Puglia. Il turismo italiano ha forse un problema di omofobia?» chiede Bernardo Diana, presidente di Arcigay Caserta, che ha denunciato l’accaduto (A. fa parte del gruppo giovani dell’associazione).Dallo stabilimento negano: «Sono le regole di buon costume che applichiamo con tutti, senza differenze di orientamento sessuale». A. non è d’accordo: «Non abbiamo fatto niente di diverso dalle altre coppie. Abbiamo notato però degli sguardi di disprezzo da parte degli anziani. Poi una bimba ci ha indicati al padre che le ha detto “guardali, quello non si fa”. Il bagnino è intervenuto poco dopo. Sosteneva che valeva da regolamento anche per gli etero - aggiunge -: io però sono andato a leggere tutte e 50 le regole. Non c’è scritto da nessuna parte»




7 agosto 2017 (modifica il 7 agosto 2017 | 10:49)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/noi-due-homosexual-discriminati-per-labbraccio-in-piscina</link><guid>31</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>«Noi due homosexual discriminati  
	per l’abbraccio in piscina»</dc:text></item><item><title>Helen Mirren : «Hollywood in Puglia: così salverò gli ulivi attaccati dalla xylella»</title><description><![CDATA[

Con il fazzoletto della coldiretti legato al collo e con gli occhi lucidi a dire «vi prego, aiutiamo il Salento a salvare gli ulivi che muoiono».Eccola, la Helen Mirren che non ti aspetti. Il premio Oscar che vinse la statuetta con «The Queen» nei panni della regina Elisabetta d’Inghilterra, vuole farsi portavoce di un’adozione a distanza degli ulivi attaccati dal batterio killer della xylella. Vuole chiedere aiuto ai suoi amici star di Hollywood perché il mondo non dimentichi «queste terre così ricche di cultura e di storia e queste piante che sono simboli millenari e patrimonio d’arte del mondo intero».E per annunciare tutto questo, due giorni fa, lei - The Queen - ha scelto come sfondo il tronco millenario di «Regina», uno degli ulivi più antichi del mondo che ha 2000 anni di vita passati nella frazione Vernole di Strudà (Lecce).



L’innesto per salvare le piante
Fino a marzo Regina aveva i giorni contati. Oggi sappiamo che forse si salverà perché è stato innestato con una varietà di ulivo più resistente e l’innesto ha attecchito: «Per ora questo è l’unico modo conosciuto di salvare il tronco e far ricrescere la chioma perché per il batterio della xylella non c’è cura» cube Giuseppe Brillante, il direttore della Coldiretti di Lecce.È stato lui, assieme al suo presidente Pantaleo Piccinni, advert accompagnare l’attrice, 72 anni, fra gli ulivi malati e spiegarle l’agonia che quelle piante stanno vivendo da anni. E lei — che in quell’space del Salento ha comprato e ristrutturato un’antica masseria dove passa alcuni mesi all’anno — si è commossa fino alle lacrime. Si è perfino sentita un po’ in colpa, confessa, perché «all’inizio non avevo capito che la xylella fosse un problema così devastante. Pensavo: ma sì, passerà, si potrà fare qualcosa. E invece siamo arrivati a questo punto, uno spettacolo molto più che triste».





La masseria dell’attrice
Nei suoi terreni, coltivati per lo più a melograni, ci sono anche 80 ulivi, qualcuno si è ammalato ma la situazione è sempre stata sotto controllo. Lo choc è stato vedere i rami secchi delle aree del Leccese, specie quelli delle piante secolari e millenarie. «Sotto l’ombra di queste piante c’è la storia, la cultura, ci sono secoli di umanità. Forse ai piedi di Regina sono passati gli imperatori, queste piante avranno visto i soldati romani, i progressi dell’agricoltura. Pensare che stanno morendo è pazzesco». Poi il pensiero ai suoi colleghi hollywoodiani, perché adottino, come ha fatto lei con Regina, gli altri quattro alberi bimillenari dell’uliveto di Vernole (il Re, la Cascata, il Faraone e il Leone)e i moltissimi ulivi centenari (nella sola provincia di Lecce ce ne sono 500 mila ultrasecolari).



L’appello alle stelled el cinema
Ha già contattato qualcuno? chiediamo. «No, ma io credo molto nel potere della comunicazione e delle parole. La consapevolezza crea consenso e io so che, quando sapranno, alcuni miei colleghi potrebbero aderire all’appello». Helen non fa nomi ma fra chi potrebbe schierarsi con lei nella causa anti-xylella c’è probabilmente l’amico Richard Gere, già ospite in passato nella sua masseria. E c’è chi è convinto che un altro suo amico, Brad Pitt, sarà «padre adottivo» di un ulivo millenario, forse già a settembre quando arriverà in Italia per il Pageant di Venezia. Se le chiedi che cosa serve per provare a salvare quel che resta degli ulivi attaccati dal batterio killer, il premio Oscar e tre volte Golden Globe risponde che «ci vorrebbero prima di tutto gli aiuti economici per gli agricoltori e poi buone pratiche per ricominciare, contando sempre sulla consapevolezza e la conoscenza del problema e sperando che l’Europa cancelli il divieto assurdo di reimpiantare gli ulivi. Il Salento - chiude - ha bisogno di più futuro».


6 agosto 2017 (modifica il 6 agosto 2017 | 23:55)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/helen-mirren-hollywood-in-puglia-cosi-salvero-gli-ulivi-attaccati-dalla-xylella</link><guid>43</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Helen Mirren : «Hollywood in Puglia: così salverò gli ulivi attaccati dalla xylella»</dc:text></item><item><title>Abbraccio vietato a coppia homosexual in un lido di Salerno</title><description><![CDATA["Eravamo in piscina come tutti gli altri: anziani, famiglie, adolescenti come noi e tantissime coppie. E mentre eravamo in acqua, come facevano altre coppie presenti, anche noi ci siamo abbracciati . Un abbraccio spontaneo. Ma siamo due uomini e non è stato gradito. Qualcuno ci ha additato e il bagnino si è avvicinato per dirci che nella struttura c'erano dei bambini". Arriva da Salerno una nuova denuncia di discriminazione omofobica: abbraccio vietato in pubblico a due ragazzi.A.I. , casertano diciasettenne e attivista nel Gruppo Giovani di “Rain Arcigay Caserta” onlus e il suo fidanzato salernitano di diciotto anni,  venerdì four agosto erano nello stabilimento balneare "Lido Arcobalenò", hanno raccontato l'accaduto all'associazione che ha rilanciato la denuncia sui social."Doveva essere un pomeriggio spensierato e invece advert un certo punto il bagnino si è avvicinato. Aveva toni pacati e gentili, ma ci ha rimporverato e ci ha chiesto di essere più ‘composti’, ha usato proprio questo termine. E poi ha aggiunto: 'Qui ci sono bambini'", racconta A.I."Le sue parole ci hanno messo a disagio. Non siamo ‘disturbatori di bambini’ - continua l'attivista Arcigay - D'istinto abbiamo preferito uscire dalla piscina e allontanarci.  ll bagnino nel vederci andare by way of ci è venuto  incontro, speigandoci che si sarebbe rivolto così anche advert una coppia eterosessuale: peccato che lì ce ne fossero decine intente a baciarsi e abbracciarsi e nessuna è stata importunata come è accaduto a noi”. Da qui la denuncia.Dura la reazione del presidente di Rain Arcigay Caserta Bernardo Diana: "Sono stato contattato immediatamente da A., che frequenta la nostra associazione ed è un ragazzo di grande maturità, considerando che a diciassette anni abbia deciso di dedicarsi advert aiutare i suoi coetanei che, proprio per eventi di questo genere, sono emotivamente vulnerabili.  Mi sento profondamente sdegnato, perché questo è il terzo caso di omofobia da parte di esercizi del settore turistico, dopo quanto accaduto alla coppia homosexual che voleva prenotare una digital camera in Calabria, e si è vista rispondere che non si accettavano homosexual e animali, e il caso della villa in Salento che affermava la stessa cosa in un annuncio". Quarto caso, se si aggiunge quello razzista di Cervia.E Diana chiede una legge contro l'omofobia: "La legge Cirinnà conferisce pari dignità alle coppie etero e omosessuali, quelle sposate con matrimonio o unione civile e quelle conviventi: chi sperava che questo bastasse a favorire l’integrazione sociale, si sbagliava, per questo chiediamo con forza un’estensione della legge Mancino contro le discriminazioni anche a quelle basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Nel frattempo speriamo che venga approvata presto la proposta di legge analoga in consiglio regionale”.Alla denuncia di Arcigay Caserta si aggiunge la voce di Arcigay Salerno: "Se un abbraccio diventa disdicevole, pericoloso o oggetto di attenzioni da parte di qualcuno, e se queste attenzioni determinano una limitazione nella libertà di qualcuno, vuol dire che c’è ancora molta strada da fare - interviene  il comitato  “Marcella Di Folco” - Noi del Comitato Territoriale esprimiamo solidarietà ai due ragazzi per l’increscioso episodio avvenuto. Ci spiace dover assistere nuovamente advert episodi che rasentano espressioni di discriminazione e che senza dubbio sono palesano un clima di intolleranza e difficile riconoscimento sociale e culturale delle diversità”.Stupiti da tanto clamore i propietari del lido Arcobalenò: "Quando abbiamo saputo che questa notizia circolava sui social siamo caduti dalle nuvole e abbiamo chiesto spiegazioni al nostro dipendente. Ci ha raccontato che erano stati altri bagnanti a chiedergli di intervenire affinché quei due ragazzi si limitassero nelle loro effusioni. Il suo intervento non è stato mai brusco"."Ai due giovani è stato richiesto lo stesso composto e rispettoso atteggiamento che negli anni abbiamo adottato con coppie etero che si erano dimostrate particolarmente espansive e calorose all’interno della nostra struttura",  chiarisce la famiglia Iavarone, titolare della stuttura."Nessuno è stato cacciato - continuano i proprietari del Lido Arcobalenò -  così come nessuno si è accorto di quello che stava succedendo, perché siamo soliti rispettare i nostri

clienti. Abbiamo applicato le regole di buon costume che valgono per tutti, a prescindere dal loro orientamento sessuale, che noi rispettiamo nella sua totalità. Non c’è stata alcuna discriminazione, nessun modo sgarbato, nessun caso di omofobia o razzismo. Ma soltanto il richiamo da parte del nostro dipendente advert un comportamento adeguato da tenere in un luogo pubblico, frequentato da famiglie e da bambini".


Argomenti:
salerno
caserta
gay
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/abbraccio-vietato-a-coppia-homosexual-in-un-lido-di-salerno</link><guid>25</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/132740146-11866109-1796-4f32-9018-f1dfa31a0e11.jpg</dc:content ><dc:text>Abbraccio vietato a coppia homosexual in un lido di Salerno</dc:text></item><item><title>Azzurro, racconto choc del regista accoltellato: "Ho lottato per non finire giù in quel burrone"</title><description><![CDATA["Quando faccio gli spettacoli non mi pensa nessuno, ora sono finito su tutti i telegiornali", ha scherzato l'attore e regista Roberto Azzurro con il collega Massimiliano Gallo, che è andato a trovarlo in ospedale a Benevento dopo la terribile aggressione subita venerdì sera. Azzurro è stato accoltellato ripetutamente, alla gola e all'addome, da un uomo che tentato anche di lanciarlo giù da un cavalcavia della statale Telesina, all'altezza dello svincolo sannita di Paupisi. È in gravi condizioni, ma stabili, circondato dall'affetto dei familiari, degli amici e del mondo dello spettacolo.Sui social i messaggi di solidarietà e gli inviti a non mollare non si contano. "Per fortuna, Roberto è rimasto lucido e capace di usare l'ironia - racconta Gallo - Anche se non ci frequentiamo assiduamente, appena ho appreso la notizia sono andato da lui. Noi teatranti siamo come un'unica famiglia, mi è venuto spontaneo precipitarmi in ospedale". Racconta Gallo che Azzurro agli amici ha detto: "Quando dirò tutto quello che mi è successo non ci crederete". Quindi, senza perdere la sua leggerezza, ha ricostruito uno dei momenti più drammatici dell'aggressione: "Quando ho capito che mi voleva buttare giù, mi sono detto: "E che faccio, muoio a Benevento, in fondo a un burrone, così mi trovano dopo quattro mesi. Allora ho pensato: meglio che provo a combattere"", ricorda Gallo.L'episodio ha destato grande scalpore non solo nel mondo dello spettacolo per l'incredibile furia con la quale è stato colpito Azzurro. Il presunto aggressore è un trentasettenne artigiano, Paulo Francisco da Silva, brasiliano ma residente a Benevento. La Procura diretta da Aldo Policastro ha emesso nei confronti dell'indagato un decreto di fermo che dovrà essere convalidato dal giudice. L'udienza di si celebrerà oggi o più probabilmente domani.Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire il movente. Dopo l'ipotesi iniziale della rapina, si è fatta avanti la pista che riconduce a una lite di carattere personale fra i due che, con ogni probabilità, si erano dati appuntamento per chiarire qualcosa. L'artigiano è salito sulla vettura di Azzurro e, per motivi da accertare, la situazione è degenerata. L'attore è stato colpito da una decina di coltellate prima che il suo aggressore decidesse addirittura di provare a lanciarlo giù da un cavalcavia. Il corpo sanguinante di Azzurro, ferito gravemente ma ancora vivo, è stato poi abbandonato in strada, presumibilmente anche a seguito della reazione della vittima, mentre l'autore si dava alla fuga con l'vehicle dell'attore.Subito dopo è scattato l'allarme. Azzurro è stato soccorso dai carabinieri di Benevento e dai sanitari del 118, immediatamente

sono scattate le ricerche della vettura. Qualche ora dopo, sulla statale Bifernina, la polizia stradale di Campobasso ha fermato il brasiliano. Davanti al giudice, da Silva potrà replicare alle accuse e fornire la propria versione dei fatti alla presenza del suo difensore. Ma resta lo scalpore per un'aggressione così violenta, che ha rischiato di ammazzare un attore brillante e istrionico, capace di non perdere l'ironia neppure dopo un momento tanto drammatico.


Argomenti:
benevento
rapina
Protagonisti:
roberto azzurro


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/azzurro-racconto-choc-del-regista-accoltellato-ho-lottato-per-non-finire-giu-in-quel-burrone</link><guid>6</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/215304935-05da4d0b-e962-497c-8260-c151cfa2fea2.jpg</dc:content ><dc:text>Azzurro, racconto choc del regista accoltellato: "Ho lottato per non finire giù in quel burrone"</dc:text></item><item><title>Camaldoli, il villaggio è sequestrato e ora il proprietario chiede pure i danni</title><description><![CDATA[NAPOLI. La burocrazia certe volte rischia di fare più danni del cemento abusivo. Perché un muro si può abbattere, mentre diventa molto più difficile sbrogliare la matassa di norme che finisce per confondere, sovrapponendoli, torti e ragioni. Da qui bisogna partire per raccontare la storia del braccio di ferro amministrativo e giudiziario che, da una quindicina d’anni anni almeno, ruota attorno al complesso turistico- residenziale Casale da Padeira.L’opera sorge sulla collina napoletana dei Camaldoli, con tanto di affaccio verso il mare. Ma si tratta di una zona che, nella ricostruzione della Procura, è sottoposta a vincolo paesaggistico e archeologico, è considerata a “protezione integrale”, fa parte del piano territoriale di Agnano-Camaldoli e pure del parco metropolitano delle colline di Napoli. Ciò nonostante, i lavori sono iniziati nel 1982, lì dove fino advert allora c’period solo un bosco, con la realizzazione del nucleo centrale, sono proseguiti tranquillamente nel 1996 con ulteriori costruzioni per poi culminare, nel 2002, con opere di urbanizzazione come impianti fognari, impianti elettrici, strade di collegamento, aiuole. Nel tempo si sono susseguiti almeno 40 interventi delle forze dell’ordine su singoli episodi, violazioni dei sigilli e ordinanze di demolizione emesse senza però mai essere eseguite dall’amministrazione comunale. Così la costruzione si è estesa progressivamente, con sbancamenti, terrazzamenti, piscine, parcheggi e il complesso turistico pubblicizzato on line.Il 28 novembre 2012 è scattato il sequestro preventivo chiesto dalla Procura, che con il vicario Nunzio Fragliasso e il pm Lucio Giugliano sta seguendo con grande impegno la vicenda. I sigilli sono tuttora apposti a un’space di 53 mila quadri dove risultano realizzati un edificio di oltre 1200 metri quadri, in parte adibito a panificio, uffici, abitazioni personal e manufatti non residenziali fra cui tre piscine e un centro benessere. Il 10 ottobre 2013, è iniziata la demolizione su iniziativa congiunta della Procura e della Procura generale. L’abbattimento ha interessato però solo una parte della struttura. Sulla base di due sentenze, che hanno giudicato come abusive le opere perché realizzate su proprietà comunale, sono andati giù una particella dell’motionless destinato al panificio di 250 metri quadri, una mansarda di 200 e un appartamento attiguo di 80 metri quadri.Tutto il resto è ancora in piedi. Non vi è una confisca definitiva. La procedura per l’acquisizione in by way of amministrativa del bene al patrimonio comunale non è terminata. Il processo penale per l’ipotesi di lottizzazione abusiva, iniziato nel 2014, dopo tre anni è ancora in primo grado e rischia seriamente di prescriversi prima della sentenza d’appello. E adesso su questa storia infinita si è inserito un giudizio civile. L’amministratore della “Casale da Padeira sas”, Crescenzo Polverino (che, come più volte evidenziato dai suoi legali, «non ha alcun collegamento con l’omonimo clan camorristico») sta dando battaglia in sede penale, contestando la sussistenza degli abusi edilizi configurati dalla Procura, ma ha anche chiesto oltre un milione di risarcimento al Comune di Napoli, custode dei beni sequestrati, e al ministero della Giustizia.L’atto di citazione è del 12 maggio 2016. Sulla scorta di un accertamento tecnico autorizzato dal giudice, Polverino vuole essere risarcito per i danni arrecati ai beni mobili, alle aree verdi e alle attrezzature del panificio che si sarebbero deteriorate perché rimaste inutilizzate.

Sarà il tribunale a decidere se la domanda è fondata, l’imprenditore però, nella veste di proprietario, aveva tutto il diritto di intraprendere quest’azione. Una quindicina d’anni, infatti, non sono bastati per chiudere, in un senso o nell’altro, il braccio di ferro su “Casale da Padeira”. Anzi, il tempo ha finito per moltiplicare il contenzioso. Perché certe volte, davvero, la burocrazia fa più danni del cemento abusivo.


Argomenti:
il paese degli abusi
camaldoli
napoli
casale de padeira
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/camaldoli-il-villaggio-e-sequestrato-e-ora-il-proprietario-chiede-pure-i-danni</link><guid>10</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/07/033357285-d9e9f8d1-9af1-4dcf-bac5-94cb7515165f.jpg</dc:content ><dc:text>Camaldoli, il villaggio è sequestrato e ora il proprietario chiede pure i danni</dc:text></item><item><title>Napoli, militari circondati e aggrediti da un gruppo di immigrati per impedire un fermo</title><description><![CDATA[Napoli, scontro tra soldati e immigrati a due passi dalla stazione centrale. Ore 19, by way of Firenze, angolo by way of Torino, una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure” ferma un immigrato e scatta la rivolta. Tutto documentato in un video.Due minuti e tre secondi di violenza urbana. Due minuti e tre secondi di paura.




Nella prima scena del video si vede un uomo a terra (secondo alcuni testimoni una persona con problemi psichici o sotto l'effetto dell'alcol) e i militari che lo controllano. Sullo sfondo un negozio senza insegna. Forse una kebabberia o web level, spiegano i residenti. La scena non appare violenta. Da quello che si vede dal video i militari stanno chiedendo qualcosa all'uomo e cercano di alzarlo. Alcuni extracomunitari si avvicinano dal lato destro, ma vengono allontanati. Gli uomini in divisa sono cinque e sono armati. Un altro gruppo tenta di avvicinarsi dalla parte sinistra. I militari, mantenendo la calma, cercano di arginarli, si muovono piano, ostentano sicurezza. Ma in pochi secondi gli assalitori diventano troppi.Le divise, i mitra, la camionetta non sembrano rappresentare un limite. Non c'è un limite. Ed è il caos. Un gruppo di giovani extracomunitari cerca di sottrarre il fermato ai soldati. La tensione è altissima. Urla. Fischi. Spintoni. La telecamera inquadra la scena are available un movie, dall'alto.Il video scorre. Sono passati solo trenta secondi e i militari sono accerchiati da almeno 30 persone.   Ci sono anche due rapide colluttazioni tra un extracomunitario e un uomo in divisa. Poi un giovane con una maglietta verde interviene e cube qualcosa. Il fermato viene portato by way of da alcuni connazionali.  La folla si disperde. La pattuglia si compatta e blocca di nuovo l'uomo. Non è finita. Ancora nelle ultime scene gli immigrati continuano advert arrivare, seguono i militari a bordo strada e si avvicinano. C'è un'altra  breve colluttazione. Qualcuno grida: "Non picchiarlo". II suono dei clacson delle auto aumenta lo stress.A un minuto e quaranta si forma un nuovo pericoloso assembramento. Ai balconi si vedono solo grandi antenne paraboliche. Qualcuno spia, ma rimane nascosto. Nessuno è affacciato. I due minuti e zero tre sono finiti.Il video di due minuti e tre secondi viene postato sui social community dal Comitato Vasto a tarda sera ed è subito condiviso da molti e commentato. I cittadini che vivono in questo quartiere si sono riuniti e hanno creato una pagina Fb, per scambiarsi informazioni, per sentirsi "sicuri", per non sentirsi soli.Su Fb vengono postati anche altri filmati ripresi con i cellulari con l'arrivo di Polizia, Finanza e Carabinieri subito dopo. In strada c'è tutto il quartiere: i napoletani e i migranti. C'è anche il 118 che porta by way of l'uomo che all'inizio del video period a terra. Secondo la versione di diversi residenti "uno spacciatore ubriaco". Ma le forze dell'ordine stanno verificando la sua posizione.L'ambulanza si allontana a sirene spiegate, seguita dalla camionetta dell'esercito tra i fischi dei migranti che sono diventati sempre di più e non lasciano la strada.La notizia si diffonde nella notte. Nella didascalia del filmato si legge: “Siamo stanchi, non possiamo vivere in questa condizione di pericolo costante”.Il submit viene subito rilanciato da un consigliere della IV Municipalità: Alessandro Gallo: "Quartiere Vicaria (zona by way of Firenze), i militari dell'"#OperazioneStradeSicure", a seguito di un fermo vengono caricati dai nuovi padroni del Vasto!". "Faccio quella strada tutti i giorni -dice Gallo- La tensione è molto alta ogni giorno, oggi è successo, però, qualcosa di gravissimo con l'esercito circondato. Bisogna intervenire"."Abbiamo firmato una petizione che trovate sulla nostra pagina Fb - spiegano i cittadini del Comitato Vasto - I problemi qui sono tanti e sono quotidiani.  Questi immigrati sono abbandonati a loro stessi. E noi ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Un destino paradossalmente comune. Oggi vedere l'esercito accerchiato ci ha fatto paura. Se neanche loro possono, aiutarci chi difende noi e le nostre famiglie? E chi aiuta questi ragazzi che vengono da Paesi lontani e non hanno un lavoro, una guida, uno scopo? Passano le loro giornate per strada e a volte basta poco per trasformare un controllo di routine in una rivolta. Sono saltate tutte le regole"."La quarta municipalità, storicamente dedita all'accoglienza sta pagando un conto molto salato - commenta Alessandro Gallo -  anche se sono migranti e vengono da paesi in guerra dopo tutto il calvario che hanno vissuto non possono essere inseriti in società senza un percorso specifico che tuteli loro in primis e poi noi che li accogliamo".A Napoli, le pattuglie dell'Esercito sono state inviate dal ministero dell'Interno per contribuire a contrastare la criminalità. I militari sono presenti nei quartieri caldi come la Sanità e lungo gli itinerari turistici.By way of Firenze, dove è stato girato il video, è a pochi passi dalla Stazione centrale in una Napoli che vive una stagione di rinascita turistica. In questa zona c'è una forte presenza di migranti e una questione da tempo irrisolta da parte dell'amministrazione comunale per

il mercato etnico.Alcuni comitati antirazzisti, dopo la pubblicazione del video, sempre sui social postano delle foto con il commento: "Dopo pochi attimi concitati i militari non hanno esitato a picchiare il migrante con calci e schiaffi come testimoniato da alcuni video e foto raccolte al momento dell'accaduto dalle persone presenti". E sulle bacheche Fb i commenti si dividono, diventando, al di là della cronaca, propaganda professional o contro gli immigrati.


Argomenti:
napoli
esercito
immigrati
video
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/napoli-militari-circondati-e-aggrediti-da-un-gruppo-di-immigrati-per-impedire-un-fermo</link><guid>13</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/230713778-c65b7c55-82c0-4a9e-8857-c89d5883de6f.jpg</dc:content ><dc:text>Napoli, militari circondati e aggrediti da un gruppo di immigrati per impedire un fermo</dc:text></item><item><title>Norcia, sisma del three,2 nella notte. Non ci sono danni a persone o cose</title><description><![CDATA[Sfollati dal terremoto dello scorso anno nelle roulotte (ansa)

Una scossa di terremoto di magnitudo three.2 è stata registrata alle three:29 tra Umbria, Marche e Lazio. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro a eight km da Norcia (Perugia) e da Castelsantangelo sul Nera (Macerata); 15 i km di distanza da Accumoli (Rieti). Non si registrano danni a persone o cose.


Argomenti:
sisma
norcia
terremoto del 24 agosto 2016
terremoto del 26 ottobre 2016
magnitudo
Accumoli
castelsantangelo sul nera
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/norcia-sisma-del-three2-nella-notte-non-ci-sono-danni-a-persone-o-cose</link><guid>9</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/07/040357830-14657812-b6a2-482b-9482-f929e987f9a3.jpg</dc:content ><dc:text>Norcia, sisma del three,2 nella notte. Non ci sono danni a persone o cose</dc:text></item><item><title>Porno, calcio e scommesse on-line: lo scandalo dei telefonini di Stato</title><description><![CDATA[ROMA. Siamo sicuri che tra gli 840 dipendenti pubblici che hanno attivato l'abbonamento a "SexyLand" sul telefono di servizio, pagato coi soldi degli italiani, ci sia qualcuno che lo ha fatto per sbaglio. E siamo anche ragionevolmente certi che tra i 665 funzionari, assessori e dirigenti statali che risultano abbonati a "Le porno Erasmus", ci sia chi è soltanto vittima di una truffa telefonica. Così come se andiamo a frugare tra i 564 abbonamenti attivati tra aprile e giugno di quest'anno a "Video arduous casalinghi", i 12.000 abbonamenti a "Serie A Tim", i 630 a "Dillo alle Stelle" e i 260 a "Pronto a tavola", troveremo certamente chi ignora di avere questa roba nelle bollette. Ma che c'entra il televoto con l'uso del cellulare "per ragioni di servizio"? Cosa c'entrano le telefonate ai name middle per i biglietti dei concerti, o le donazioni by way of sms addebitate allo Stato?Quel che ha scoperto la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla digitalizzazione (e gli sprechi) dell'Amministrazione pubblica analizzando i 401.839 cellulari a carico dello Stato è un quadro assai poco edificante, di sciatteria e di consapevole sperpero. Tanto, appunto, paga lo Stato.La Commissione si è fatta mandare da Telecom Italia il prospetto con il traffico - telefonate, sms e dati Web - di tutte le sim dei cellulari consegnati ai dipendenti pubblici. Rientrano nelle due distinte convenzioni Consip (Telefonia cellular 5 e Telefonia cellular 6) che hanno rifornito circa four.400 amministrazioni centrali e locali. L'obiettivo period capire quanto si può risparmiare se si eliminano i consumi che niente hanno a che fare con il lavoro di un sindaco, di un assessore, di un funzionario ministeriale, di un dirigente statale. Sono quindi andati a vedere quanto è stato speso, dal 2012 al 2017, per chiamate a numeri speciali con addebito (i name middle), per servizi di intrattenimento by way of sms e mms, per i servizi interattivi sulla Rete. Risultato: 7,7 milioni di euro sprecati. Una media di quasi due milioni all'anno, con picchi tra il 2013 e il 2015. Non sono cifre che sconvolgono il bilancio di un Paese, ma dicono molto dei suoi costumi."Basterebbe fare i controlli sulle bollette, smettendola di complicare le norme, e non ci troveremmo di fronte a questo spreco", osserva il deputato del Pd Paolo Coppola, presidente della Commissione.Andiamo con ordine. Per avere un'indicazione statistica dei consumi abusivi è stato chiesto alla Tim il dettaglio del traffico di tutte le sim pubbliche nei mesi tra aprile e giugno 2017. In numeri speciali spendiamo 39mila euro non dovuti per colpa di 1.382 chiamate al name middle di Trenitalia (11.500 euro), 1.108 a quello di Alitalia (eight.754 euro), 267 al desk di Ticketone per avere informazioni su biglietti e concerti (1.907 euro), 120 telefonate al name middle di Sky (293 euro) e altro. Piccole cifre, ma che non dovrebbero esistere visto che l'uso del cellulare è consentito solo nell'ambito dell'incarico svolto.Un po' di più, 132 mila euro, è stato buttato by way of con gli sms per comprare prodotti bancari e promozioni di natura sociali. Si contano 15.000 messaggini (costati 52.390 euro) ricevuti da Banca Intesa per le comunicazioni di house banking che, ovviamente, non dovrebbero essere attivate col telefono di servizio. Facendolo, furbescamente il possessore carica la commissione della banca su una bolletta non sua. Ci sono anche alcune voci che si riferiscono advert acquisti con Mediaset e altre televisioni. Pure un migliaio di euro in sms di beneficenza, perché è facile essere generosi con i soldi di tutti. Per non parlare di chi ha entusiasticamente partecipato con gli sms (altri 1.000 euro) al televoto di Sanremo e Miss Italia. Ripetiamo: piccole cifre, ma esemplari.Arriviamo al tasto più doloroso e oneroso, da mezzo milione di euro in tre mesi: le transazioni sulla Rete per contratti con strani supplier. Qui, a voler stare al prospetto della Tim, si entra nella fiera del futile. Dunque: 6.976 abbonamenti mobilepay a Beengo Tuk Tuk (in Rete si trovano decine di utenti che si lamentano per l'attivazione non voluta); 9.176 a Mobando; 6.438 a TimGames, 12.000 circa a Serie A Tim, migliaia e migliaia di servizi per entrare nelle chat erotiche e ricevere e materiale pornografico, oroscopi, ricette, scommesse sportive. "Credo che la maggior parte di questi abbonamenti siano stati attivati involontariamente, frutto di truffe telefoniche", sostiene Paolo Coppola. "Se chi lavora nella pubblica amministrazione ci casca così facilmente, chissà quanti utenti privati vengono fregati".Rimangono però un paio di punti da chiarire. Pure in presenza di truffe, c'è da chiedersi perché non vengano rilevate da chi controlla i bilanci di comuni, province, regioni, ministeri. Basterebbe avvertire il dipendente, disattivando il servizio, e risparmieremmo tutti. Non solo. Gli sms per il televoto a San Remo, le chiamate ai name middle a pagamento, l'residence banking, la beneficenza farlocca: tutto ciò assomiglia più al reato di peculato che a un inconsapevole errore. "Ci penserà la procura, nel caso", dichiara Coppola. "Più avanti consegneremo la relazione finale complessiva al Parlamento, e immagino che i magistrati saranno interessati. Sull'immediato, come commissione di inchiesta, daremo l'indicazione perché nella convenzione Consip sia inserita una clausola per mettere automaticamente nella black record questo tipo di servizi".]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/porno-calcio-e-scommesse-on-line-lo-scandalo-dei-telefonini-di-stato</link><guid>11</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/07/033623051-4951f301-901f-4d30-b5b5-1bfe8c54ee30.jpg</dc:content ><dc:text>Porno, calcio e scommesse on-line: lo scandalo dei telefonini di Stato</dc:text></item><item><title>Margherita di Savoia, crolla palazzina: tutti salvi, erano fuori casa per la festa patronale</title><description><![CDATA[Margherita di Savoia, crolla palazzina: tutti salvi, erano fuori casa per la festa patronale - Repubblica.it










(fotogramma)

Paura ieri sera a Margherita di Savoia, una delle località più frequentate

dai turisti in Puglia. Intorno alle 21 e' crollato il solaio di una palazzina di tre piani, di recente ristrutturazione in by way of Petrarca, nel centro della città. Fortunatamente l'appartamento all'ultimo piano period vuoto al momento del crollo, così come il resto del palazzo. In città period in corso la festa patronale. Non c'è stato nessun ferito quindi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la protezione civile per i primi accertamenti.


Argomenti:
crollo
Margherita di Savoia
Protagonisti:



















]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/margherita-di-savoia-crolla-palazzina-tutti-salvi-erano-fuori-casa-per-la-festa-patronale</link><guid>12</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-bari/2017/08/07/003215645-db953a56-95ac-4466-b1b0-1809bccaf19d.jpg</dc:content ><dc:text>Margherita di Savoia, crolla palazzina: tutti salvi, erano fuori casa per la festa patronale</dc:text></item><item><title>Violato anche il weblog di Beppe Grillo: l’hacker è lo stesso della piattaforma Rousseau</title><description><![CDATA[


L’attacco questa volta si è concentrato sul weblog del chief del Movimento e a dimostrarne l’autenticità sul proprio sito è David Puente, ex dipendente della Casaleggio Associati e cacciatore di bufale on-line. «Sabato sera sono stato menzionato in un tweet di r0gue_0 — racconta Puente al Corriere della Sera— All’interno del file linkato period visibile anche la password con cui mi sono iscritto come commentatore sul weblog». Una password personale a cui non period possibile risalire se non violando il database di beppegrillo.it. La cosa che Puente nota in maniera allarmata è però ancora un’altra: la password period visibile in chiaro, segno che chi ha creato il sito non le ha fatte neanche criptare all’interno del database in cui sono mantenute.







 




«La paura è che ci possa essere stato qualcun altro che in passato si sia introdotto nella piattaforma e abbia anche modificato alcune votazioni on-line — sottolinea Puente — In questo caso verrebbe minata alla base il principio della democrazia diretta su cui si basa il Movimento». Ora l’unica soluzione sarebbe rivolgersi a una società specializzata che controlli in maniera approfondita la sicurezza degli utenti sia su Rousseau che sul weblog: fare affidamento sui cosiddetti “hacker buoni” non è più una possibilità, visto quello che period successo giusto il giorno prima della rivelazioni di rogue_0.


Il 2 agosto un altro hacker conosciuto su Twitter come evariste gal0is aveva lanciato l’allarme sulla vulnerabilità di Rousseau, dimostrando di poter facilmente rubare i dati di iscritti e donatori e delle votazioni on-line e avvisando i proprietari della piattaforma. Allora period intervenuto lo stesso Beppe Grillo con un publish sul suo weblog, minacciando misure legali contro l’ hacker buono scomparso intanto da Twitter, e sottolineando che i problemi di sicurezza erano relativi alla versione precedente di Rousseau. Giusto 24 ore prima della dimostrazione di evariste gal0is, Davide Casaleggio aveva infatti presentato la nuova versione della piattaforma di fronte alla stampa estera.


Una grafica rinnovata e la conferma delle numerous sezioni della piattaforma, tra cui Lex, attraverso cui gli iscritti possono partecipare attivamente alle proposte di legge. Tra le recenti novità è stata illustrata la “Name to motion”, usata per chiamare a raccolta tutti gli attivisti di un territorio a un’azione collettiva, comprendendo anche i non iscritti. Ma la grande novità della partecipazione sulla piattaforma anche per chi non è iscritto al sito di Beppe Grillo è ancora distante: per ora queste persone potranno soltanto osservare cosa viene proposto. Il tutto con un obiettivo ambizioso: arrivare al milione di persone su Rousseau entro il 2018.


La domanda che ci si pone è se questa versione della piattaforma sia più sicura di quella precedente, di cui sono state dimostrate le vulnerabilità dagli hacker. «Rogue_0 ha detto di aver materiale sottratto già dalla nuova versione dei Rousseau — spiega Puente — In ogni caso se questa si basa su quella precedente è assai probabile che continuino a esserci delle vulnerabilità, nonostante alcuni problemi siano stati risolti con le segnalazioni dei giorni scorsi». Esiste perciò ancora la possibiltà di nuove infiltrazioni nel sistema: il grado di maturità del Movimento si misurerà anche sulla base di come saprà reagire agli attacchi, informatici e non, di questi giorni.







6 agosto 2017 (modifica il 6 agosto 2017 | 23:21)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/violato-anche-il-weblog-di-beppe-grillo-lhacker-e-lo-stesso-della-piattaforma-rousseau</link><guid>33</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2017/08/06/Interni/Foto%20Interni/Screenshot%20puete.jpg?v=201708062038</dc:content ><dc:text>Violato anche il weblog di Beppe Grillo: l’hacker è lo stesso della piattaforma Rousseau</dc:text></item><item><title>La Libia blocca altri 137 migranti diretti in Italia: «Trasferiti in un centro di detenzione»</title><description><![CDATA[



Le autorità libiche sembrano aver mutato atteggiamento nei confronti dei migranti che tentato di raggiungere l’Europa. La Guardia Costiera di tripoli han dato notizia oggi, domenica, di aver fermato 137 persone a bordo di un barcone che erano appena salpate alla volta dell’Italia. Lo ha reso noto Amine al-Boussefi, responsabile dell’agenzia libica per l’immigrazione clandestina. I migranti, provenienti da diversi Paesi africani, erano a bordo di un gommone intercettato a circa 23 miglia (40 chilometri) a nord di Sayyad, un villaggio costiero advert ovest di Tripoli, ha aggiunto il portavoce della Marina, generale Ayoub Qassem. I migranti sono stati trasferiti in una base della Marina nella capitale dove sono stati rifocillati e rinfrescati, ha riferito un fotografo dell’agenzia AFP. Poi, a bordo di pullman, sono stati trasferiti alla periferia orientale di Tripoli, nel quartiere di Tajoura e sono stati consegnati all’agenzia anti-immigrazione. Nel cortile, della sede dell’agenzia, il fotografo dell’AFP ha visto decine di migranti, seduti a terra, sotto il sole cocente e in attesa di esser trasferiti in centri di detenzione.



Gli altri 826 fermati
Sabato è stata una giornata di «acque agitate» nella porzione del mar Mediterraneo attraversato dalle rotte dei migranti. Nel pomeriggio la Guardia Costiera libica aveva annunciato di aver fermato tre gommoni e due barche in legno che avevano preso il largo in direzione dell’Italia con a bordo complessivamente 826 stranieri. Tutti i passeggeri di quelle imbarcazioni di fortuna sono state fatte rientrare a terra. Ayoub Qassem, portavoce della Guardia costiera libica ha dichiarato che gli 826 migranti, tra cui ci sono anche molti bambini sono stati consegnati all’organismo di lotta all’immigrazione clandestina. Nei giorni scorsi tuttavia l'inviato per la rotta del Mediterraneo centrale dell'Unhcr aveva ricordato come «chiunque venga riportato sulle coste libiche sia destinato alle carceri in condizioni disumane».




Mentre non si fermano le polemiche sul codice di condotta e sui salvataggi delle ong in mare, oltre 127 migranti sono sbarcati a Lampedusa. I soccorsi sono stati effettuati dalla Vos Prudence, la nave di Medici senza Frontiere, al largo della Libia. Poi, dopo il trasbordo sulla due motovedette della Guardia Costiera i migranti sono stati portati nel porto di Lampedusa. «Le operazioni si sono svolte in modo regolare», ha spiegato Msf in una nota.



«La nave Vos Prudence di Msf ha effettuato il trasbordo di 127 persone su indicazione del Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma. Il salvataggio delle persone a bordo period avvenuto nella zona di ricerca e soccorso al largo della costa libica sotto il coordinamento dell'MRCC. Il trasferimento si è svolto senza alcun problema ed è durato circa un'ora». «Ora la Prudence - conferma ancora Msf - si sta dirigendo verso la Sicilia per uno scalo tecnico. L'arrivo è previsto domani mattina al porto di Catania».





«Fuori dal sistema di soccorso»
Secondo il codice messo a punto dal ministro Minniti, le Ong che non sottoscrivono le nuove regole sono thoughtful «fuori dal sistema di soccorso» . Medici senza frontiere è tra le sigle che non hanno sottoscritto il patto; in particolare non è stata accettata la presenza a bordo delle navi di uomini della polizia giudiziaria italiana. «Non ammettiamo la presenza di armi a bordo» così avevano motivato nei giorni scorsi quelli di Msf il loro rifiuto.



Filantropi, imprenditori, vecchi pescherecci: ecco le 8 Ong che soccorrono i migranti

Sea Watch 2


La «nave nera» segue quelle delle Ong
Un altro elemento di preoccupazione è la presenza al limite delle acque territoriali libiche della nave C-Star noleggiata da alcune organizzazioni vicine alla destra contrarie agli sbarchi dei migranti in Europa. L’equipaggio della C-Star aveva annunciato di voler sorvegliare l’attività dei natanti che compiono operazioni di salvataggio al largo della libia e ieri la «nave nera» ha a lungo bordeggiato appena al di fuori del limite delle 13 miglia marine «marcando a vista» due imbarcazioni appartenenti a Ong che hanno a lungo incrociato le acque al largo della Libia. Non ci sono stati comunque momenti di tensione


6 agosto 2017 (modifica il 6 agosto 2017 | 23:23)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/la-libia-blocca-altri-137-migranti-diretti-in-italia-trasferiti-in-un-centro-di-detenzione</link><guid>35</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>La Libia blocca altri 137 migranti diretti in Italia: «Trasferiti in un centro di detenzione»</dc:text></item><item><title>Treviso, la «guerra» del Tiramisù Assessori si contendono la gara</title><description><![CDATA[
COMUNE e CUCINA
Treviso, la «guerra del Tiramisù»Gli assessori si litigano la gara
Tutti lo vogliono, e non solo sulla tavola. Alla «Coppa del Mondo» si aggiunge un’altra competizione dedicata al dolce più famoso
TREVISO Tutti lo vogliono, e non solo sulla tavola. Il Tiramisù è da anni oggetto di grande attenzione a Treviso - la città che gli ha dato i natali, secondo l’Accademia della cucina e nonostante la concorrenza friulana – e ora finalmente, dopo lunghe discussioni, diventa protagonista. Il Comune ha presentato giovedì la Coppa del Mondo del Tiramisù che decreterà il campione fra i non professionisti il 5 novembre: le iscrizioni in due settimane sono già 450 e, considerando che saranno al massimo 600, si parla già di «Tiramisù Mania». Ma a grande sorpresa un mese prima ci sarà un evento con gli stessi ingredienti, per stare in tema, sempre a Treviso e sempre con il Comune.
La World Cup organizzata da Twissen per i Comuni rivieraschi del Sile (Treviso capofila, rappresentato dall’assessore alla cultura Luciano Franchin) è inserita all’interno di un calendario per la promozione del territorio e la valorizzazione di un piatto che non è solo squisito, ma simbolico e rappresentativo della creatività gastronomica locale. «Sarà una bella occasione per far conoscere il dolce e la città» ha detto Franchin, e l’organizzatore Francesco Redi: «Sono arrivati messaggi da numerous parti del mondo, da Stati Uniti, Germania, Giappone, c’è anche un gruppo del Canada. Dal punto di vista turistico si conferma l’interesse per il model e con ricadute constructive».
Appuntamento a novembre quindi? Eh no, perché «Treviso Creativa», la kermesse autunnale del Comune (coordinata dall’assessore Paolo Camolei) prevede il 30 settembre e il primo ottobre un momento dedicato proprio al Tiramisù al quale parteciperanno, sfidandosi fra uova, caffè e mascarpone, gli studenti degli alberghieri trevigiani e i pasticceri amatoriali, casalinghe e appassionati. Nulla di male, meglio una fetta in più che una in meno, ma a Ca’ Sugana qualche passaggio dev’essere saltato, o qualcuno non si è parlato, perché nel giro trenta giorni ci sono due eventi simili dopo che per anni la questione period rimasta silente.
Se n’period interessata infatti l’allora maggioranza di centrodestra, con l’assessore Beppe Mauro, il presidente del Consiglio Renato Salvadori e il consigliere Riccardo Barbisan. Il quale ora è in Regione, proprio lì dove è depositata la richiesta di dotare il Tiramisù del sigillo Stg. La documentazione non è ancora completa e il riconoscimento dovrà essere dato dalla Comunità europea. Niente fretta, comunque, ci stanno già pensando in due a valorizzare il dolce di Treviso

Mauro Pigozzo
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/treviso-la-guerra-del-tiramisu-assessori-si-contendono-la-gara</link><guid>42</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Treviso, la «guerra» del Tiramisù Assessori si contendono la gara</dc:text></item><item><title>Maltempo, Friuli: albero cade su tenda, muore 41enne belga</title><description><![CDATA[(ansa)

TRAMONTI DI SOPRA (PORDENONE) - Dopo il caldo, è arrivato il maltempo, che sta provocando danni e disagi in molte zone del Nord Italia. Un violento temporale, che si è abbattuto sulle montagne della Val Tramontina, ha causato la caduta di molti alberi, alcuni dei quali sono finiti sulle tende di un gruppo di naturisti. La zona period stata scelta per il "Raimbow Household", raduno europeo dedicato alla natura.Il Soccorso Alpino ha confermato che c'è una vittima: si tratta di un uomo di 41 anni, cittadino belga. Già ieri una bomba d'acqua aveva provocato un'altra vittima a Cortina, dove uno smottamento di terreno ha investito l'auto di una donna, rimasta sepolta da fango e detriti. 
Nubifragio in Friuli, albero su tenda uccide turista belga: i soccorsi
L'space dove stanno operando i soccorritori è quella di Malga Chiampis, al confine tra le province di Pordenone e di Udine. Non ci sono altre persone coinvolte nell'incidente.A quanto pare, la vittima è rimasta imprigionata all'interno di una tenda. Difficili i soccorsi: un elicottero del 118 ha sorvolato l'space per verificare le condizioni delle altre persone nella zona, ma non è riuscito a individuare la tenda e ha dovuto sospendere le operazioni per rifornimento. Anche le comunicazioni sono state difficoltose: non c'è copertura telefonica ed esiste un'unica utenza satellitare con cui sono stati possibili i collegamenti con la centrale operativa regionale del Nue 112.A poca distanza dal campeggiatore belga si trovavano anche la moglie e la figlia di quattro anni, rimaste miracolosamente illese.Lo si apprende dal Soccorso Alpino Fvg che ha terminato le operazioni di recupero della salma. Secondo quanto riferito dal Cnsas, l'elicottero della centrale operativa ha dovuto effettuare numerous perlustrazioni prima di riuscire advert individuare il punto esatto, perché erano state fornite coordinate imprecise, per la necessità di effettuare rifornimento e per attendere che cessasse la pioggia.La vittima è stata colpita dalla cima di una pianta proprio mentre stava per piantare la tenda, in un punto a valle della strada sterrata che da Passo Relaxation conduce e Malga Chiampis, advert una quota di circa 800 metri. Poco distante, a monte della strada c'erano altre sette-otto tende già accampate. Quando è stato investito, l'uomo period da solo.Il tecnico di elisoccorso e il medico di bordo sono stati sbarcati con il verricello sulla strada e hanno raggiunto il punto a piedi. Qualcuno dei campeggiatori aveva già provveduto a tagliare la parte finale dell'albero e a liberare l'uomo. Constatata la morte, il recupero è poi stato effettuato dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri giunti sul posto poco dopo, attraverso la strada forestale. Le operazioni sono state coordinate dal Soccorso Alpino di Maniago, che ha fatto base a Tramonti di Sopra.


Argomenti:
maltempo
Friuli
famiglie arcobaleno
Malga Chiampis
pordenone
udine
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/maltempo-friuli-albero-cade-su-tenda-muore-41enne-belga</link><guid>21</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/08/06/192432915-0e733f5b-6a65-446b-a1a2-2ba31f94455a.jpg</dc:content ><dc:text>Maltempo, Friuli: albero cade su tenda, muore 41enne belga</dc:text></item><item><title>Mantova, giovane aggredito da dieci naziskin in un bar del centro storico: nessuno interviene</title><description><![CDATA[Un gruppo di naziskin, teste rasate e tatuaggi celtici sulle braccia, ha aggredito un giovane di 25 anni mentre period al bar con gli amici nel centro storico di Mantova. "Mi stavano cercando per le mie simpatie di sinistra", ha poi spiegato alla polizia il giovane che si è fatto medicare al pronto soccorso dell'ospedale Poma per una serie di pugni ricevuti al volto. La spedizione punitiva è avvenuta nella tarda serata

di ieri alla presenza di molti avventori del locale che non avrebbero alzato un dito per difendere il giovane aggredito.I naziskin, una decina di persone, dopo aver picchiato il giovane, alla vista degli agenti di Polizia sono fuggiti facendosi strada tra le persone sedute ai tavolini. Grazie poi alle testimonianze di alcuni presenti, gli aggressori sono già stati identificati: si tratterebbe di giovani appartenenti a un gruppo neonazista della vicina provincia di Verona.


Argomenti:
mantova
naziskin
provincia di Mantova
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/mantova-giovane-aggredito-da-dieci-naziskin-in-un-bar-del-centro-storico-nessuno-interviene</link><guid>14</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2017/08/06/212535915-9ae5b911-c052-4b1f-a936-6a00301331de.jpg</dc:content ><dc:text>Mantova, giovane aggredito da dieci naziskin in un bar del centro storico: nessuno interviene</dc:text></item><item><title>Torino, addio alla mamma della "bambina di pietra"</title><description><![CDATA[

		
			
	

			
				
		
		
			E' morta dopo una lunga malattia Stefania Fiorentino che per anni ha combattutto in difesa della figlia colpita da rarissima patologia. Il cordoglio su Fb di Emma Marrone, idolo della bambina
			di CARLOTTA ROCCI
			
			
				
	            Stefania Fiorentino, 35 anni, period la mamma di Bea, ma period diventata la mamma coraggio d’Italia per sua battaglia in difesa della figlia affetta da una rarissima malattia. Period, perché Stefania è morta ieri sera a Torino dopo una lunga malattia."Vorremmo trovare le parole giuste, ma purtroppo non ci sono. Stefania, la mamma di Bea, ci ha lasciato questa sera. Di fronte a un momento così difficile, sono certa che rispetterete il nostro silenzio", scrive in un breve messaggio la famiglia su Fb, sulla pagina “Il mondo di Bea” nata proprio per volontà di Stefania per parlare di Bea e della terribile malattia che la affligge.La patologia non ha un nome e nemmeno una cura ma imprigiona la piccola nel suo stesso corpo come fosse una bambina di pietra: le sue giunture si sono calcificate paralizzandole. Questa diagnosi non aveva fermato la sua mamma che per eight anni ha lottato -  insieme al marito Alessandro - ogni giorno per regalare alla sua bimba una vita il più normale possibile. Per questo nel 2012 è nata la pagina social che con i video della bambina e i pensieri della sua famiglia aveva conquistato migliaia di follower.  
			Torino, ecco la "bambina di pietra"
    Mamma Stefania è’ riuscita anche a far incontrare a Bea il suo idolo, Emma Marrone. E la cantante oggi scrive sulla sua pagina Fb: “Mia cara Stefy, questa notizia mi ha spezzato il cuore. Non ho parole, ho solo un grande senso di vuoto. Grazie per tutto ciò che mi hai sempre trasmesso, il tuo affetto sincero, la tua forza, il tuo infinito coraggio e la voglia di vivere! Mi mancherai da morire amica mia. Un grande abbraccio advert Ale e alla mia piccola Bea”.	
   		E oggi sono migliaia i commenti che affollano la pagina di Bea. “Stefania period un esempio”, cube qualcuno, “ La vita è ingiusta”, commenta qualcuno altro. E con Stefania la vita è stata ingiusta davvero. La giovane torinese combatteva due volte: per sua figlia e contro un cancro al seno che pensava di aver sconfitto già una volta ma period tornato.Martedì alle 14 ci sarà il funerale nella chiesa del Santo Volto  a Torino.
	

		Argomenti:
			bambina di pietra
			morta madre coraggio
			Protagonisti:
			bea
			stefania fiorentino
			

	
           	
	
			
			    
    
    	
    
	
	
		
		06 agosto 2017 - Aggiornato alle 21.01
	
	
	


		
		
				 Divisione Stampa Nazionale  — GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. - P.Iva 00906801006 — Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di CIR SpA





&#13;
&#13;
  &#13;








    
    
    
    
    
    
         



 
 

 
    



]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/torino-addio-alla-mamma-della-bambina-di-pietra</link><guid>20</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-torino/2017/08/06/182832456-cfa45ec4-9d63-4894-b579-1619b881089e.jpg</dc:content ><dc:text>Torino, addio alla mamma della "bambina di pietra"</dc:text></item><item><title>Morta Stefania Fiorentino, la mamma della «bimba di pietra»</title><description><![CDATA[

«Vorremmo trovare le parole giuste, ma purtroppo non ci sono. Stefania, la mamma di Bea, ci ha lasciato». È una tragedia nella tragedia la morte di Stefania Fiorentino, mamma della piccola Bea, la «bambina di pietra» affetta da una malattia rarissima che sta trasformando il suo corpo in una armatura rigida. La donna, 35 anni, è morta per un tumore al seno. Period l’anima della pagina Fb «Il Mondo di Bea», onlus creata per sostenere la bimba e sensibilizzare la ricerca medica sulle patologie sconosciute.


È proprio sul social che è stataannunciata la morte della donna, in cui funerali si svolgeranno martedì a Torino, e dove in poche ore sono stati postati centinaia di messaggi di cordoglio. Tra questi anche quello di Emma Marrone, di cui la piccola Bea è una grande fan. «Questa notizia mi ha spezzato il cuore - scrive la cantante -. Non ho parole, solo un grande senso di vuoto. Grazie per tutto ciò che mi hai sempre trasmesso, il tuo affetto sincero, la tua forza, il tuo infinito coraggio e la voglia di vivere. Mi mancherai da morire amica mia...».




6 agosto 2017 (modifica il 6 agosto 2017 | 19:20)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/morta-stefania-fiorentino-la-mamma-della-bimba-di-pietra</link><guid>34</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Morta Stefania Fiorentino, la mamma della «bimba di pietra»</dc:text></item><item><title>Ischia e l’incendio, sui luoghi del disastro: “Occorre prevenzione”</title><description><![CDATA[“Sembra di stare sulla luna”. Amarezza e rabbia, Luigi non crede a quello che vede. “Qui period tutto verde. Tutto”. E indica filari di vigneti rinsecchiti, terrazze dolci che digradano verso il mare. C’è Sant’Angelo, lì: l’inferno e la bellezza. Ischia, il giorno dopo il grande incendio si fa la conta dei danni.Da Montecorvo, dove c’è la bocca di Tifeo, il gigante punito da Zeus per la sua tracotanza (e costretto a sorreggere l’isola, con tutto il suo peso) ai Frassitelli, dove pare di essere alla Dolomiti, altro che Ischia. Il fuoco ha divorato tutto, in una notte di fiamme e paura. Sono arrivati i rinforzi dei vigili del fuoco da Napoli, perché sull’isola - malgrado diciassette incendi nel solo mese di luglio, secondo il report di Legambiente -  l’organico è insufficiente per far fronte alle emergenze.
Ischia, distruzione e desolazione sui luoghi dell'incendio
Danni, consistenti, alla tenuta D’Ambra, dominata da Pietra Martone: siamo alle pendici dell’Epomeo, il fronte del fuoco ha abbracciato Forio, sul suo versante occidentale, essenzialmente brullo, ma si è poi esteso sul territorio di Serrara Fontana, lambendo il ristorante “Il Bracconiere”, uno dei templi della cucina tradizionale ischitana. Oggi camminare qui, dove gli escursionisti – tantissimi, i tedeschi – sono soliti strabuzzare gli occhi vuol dire soprattutto fare i conti con un desolante state of affairs di distruzione.“Hanno ucciso Ischia”, titolano i quotidiani locali. E parte la caccia ai piromani (“Sono stati i cacciatori”, denunciano gli ambientalisti), con i carabinieri che hanno aperto un’inchiesta, l’ennesima, per identificare eventuali responsabili (nessun dubbio sulla natura dolosa dell’incendio).Ma non finisce qui. C’è timore per la stagione delle piogge, Ischia è anche terra di frane: quattro morti nel 2006, uno nel 2010. “La cenere che ora copre il suolo – ammonisce il geologo Franco Ortolani - in caso di nubifragio può causare ruscellamento con conseguente erosione e innesco di flussi fangoso detritici che si possono incanalare nelle depressioni fino advert invadere le aree antropizzate ed urbanizzate a valle. Ora c'è solo da sperare che non si verifichino nubifragi nella zona”.E cresce, sull’isola distratta dall’invasione del popolo delle vacanze agostane, la sensazione che qualcosa vada fatto. Legambiente Isola d’Ischia ha sporto denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri di Lacco Ameno.“Un gesto fondamentale – dichiara il presidente Giuseppe Mazzara - per affermare con forza che bisogna non solo indagare sulla vicenda, ma soprattutto garantire un servizio di controllo sul territorio in grado di prevenire altri eventi del genere, soprattutto in vista del caldo previsto nelle prossime settimane. Il grande incendio – continua -- ha dimostrato incertezze e punti deboli nel sistema di protezione, su cui bisogna fare una riflessione anche nella prospettiva di emergenze di maggior portata-. Legambiente è impegnata con altre associazioni per mettere a punto un sistema di prevenzione attiva e capillare con il coinvolgimento consapevole dei cittadini”.Gli fa eco Francesco Rispoli, assessore al Comune di Ischia con delega allo Sviluppo sostenibile del territorio: “I costi di queste devastazioni – spiega - sono altissimi sia per la perdita di inestimabili patrimoni paesaggistici che per quel che riguarda mezzi e uomini per fronteggiare gli incendi: vigili del fuoco, Canadair e elicotteri antincendio, spesso generosi volontari. Andrebbero istituire delle vere e proprie ‘sentinelle del territorio’ in affiancamento alle organizzazioni di volontariato che già operano sull'isola e che dovrebbero essere coordinate a livello interisolano da un tavolo dei Sindaci per evitare interventi disarticolati e ridotti ai confini comunali. Le ‘sentinelle’ potrebbero essere reclutate offrendo loro lavoro con un compenso

equo che costerebbe alla comunità cifre di gran lunga inferiori non solo a quelle dei danni subiti ma anche delle spese per farvi fronte sia nell’emergenza che nelle successive fasi di messa in sicurezza del territorio”.Ferite inferte al cuore contadino dell'isola, in un'property torrida dai mille perché. Domande insolute, mentre i luoghi del disastro parlano da soli. Un silenzio irreale, sembra davvero di stare sulla luna.   


Argomenti:
provincia Napoli
ischia
incendio
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/ischia-e-lincendio-sui-luoghi-del-disastro-occorre-prevenzione</link><guid>16</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/200816293-b0f05f58-bf54-4e9c-b20c-acd69603a3b5.jpg</dc:content ><dc:text>Ischia e l’incendio, sui luoghi del disastro: “Occorre prevenzione”</dc:text></item><item><title>Maltempo, escursionista muore sull'Adamello. Frana in Valtellina: 80 persone isolate</title><description><![CDATA[Pesanti le conseguenze del maltempo in Lombardia. Una escursionista romana è morta precipitando in un canalone a Saviore dell'Adamello, nel Bresciano, mentre in Valtellina un'ottantina di persone sono bloccate nelle loro case da una frana.A perdere la vita una 24enne romana, Margherita Nardone, che assieme al fidanzato stava attraversando la zona del Passo Ignaga ma è scivolata sul sentiero bagnato, precipitando per diversi metri. Secondo la ricostruzione del Cnsas, period in corso un forte temporale e l'elicottero dei soccorsi in una prima fase non è riuscito advert avvicinarsi. Un'altra persona che si trovava con la coppia ha assistito alla tragedia e ha subito allertato il 112. La Centrale operativa ha inviato sul posto le squadre territoriali del Soccorso alpino. Poi le condizioni meteorologiche sono migliorate e l'elisoccorso ha raggiunto il luogo dell'incidente. Il corpo della ragazza è stato recuperato e portato a valle.Emergenza anche in Valtellina

dove una frana è scivolata a valle poco prima di un rifugio alpino in conseguenza di un violento temporale in località Predarossa, in territorio comunale di Val Masino (Sondrio). Un'ottantina di persone, che si trovavano nelle loro baite quando si è verificato il dissesto sono isolate. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso Alpino della VII delegazione di Valtellina e Valchiavenna.
Brescia, fulmine colpisce le acciaierie Riva: esplode la cabina del gas



Argomenti:
Savione dell'Adamello
provincia di Brescia
escursionista morta
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/maltempo-escursionista-muore-sulladamello-frana-in-valtellina-80-persone-isolate</link><guid>19</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2017/08/06/185435552-af38f4a2-4670-4516-a2b3-94ac663be6e2.jpg</dc:content ><dc:text>Maltempo, escursionista muore sull'Adamello. Frana in Valtellina: 80 persone isolate</dc:text></item><item><title>Incendi, Parco del Vesuvio: "Un piano Marshall per il rilancio"</title><description><![CDATA[Un 'piano Marshall' e l'eliminazione di tutte le discariche censite presenti nelle cave del territorio del Parco Nazionale del Vesuvio. Sono le richieste contenute in un documento del Consiglio direttivo dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio elaborato al termine di una riunione cui hanno partecipato i consiglieri e il presidente Agostino Casillo, per fare il punto sugli ultimi incendi devastanti."Il lavoro intrapreso per il rilancio dell'space protetta da parte del Consiglio, sin dal suo insediamento alcuni mesi fa, andrà avanti con più forza e determinazione di prima. Non ci fermeremo di fronte alla barbarie" si legge nel documento."Tuttavia, oggi più che mai, l'Ente Parco metterà in campo tutto ciò che è in suo potere per portare il Parco Nazionale del Vesuvio ai livelli delle migliori aree protette internazionali.E' evidente che dopo questo evento è cambiato tutto. Le linee programmatiche che avevamo tracciato saranno modificate in funzione di questa nuova stagione di cui saremo protagonisti.Oggi serve un grande progetto, un vero e proprio 'piano Marshall' per far sì che si superino tutte le criticità che da decenni non hanno permesso al Parco di diventare quel motore di sviluppo sostenibile capace di cambiare il corso della storia dell'space vesuviana".Stretta cooperazione e sinergia tra tutti i livelli istituzionali, sono elementi fondamentali per sciogliere i nodi che attanagliano i territori del Parco."Il Parco è pronto advert un impegno totale, il Consiglio a fare scelte politiche forti, ma chiederemo senza mezzi termini a tutte le altre istituzioni coinvolte di fare lo stesso. Come per gli incendi e l'abusivismo, temi su cui l'Ente Parco ha competenze limitate ma in ogni caso non si è tirato indietro dallo svolgere un ruolo di regia e di trait d'union tra i diversi livelli istituzionali competenti su tali problematiche".Altro tema caldo quello dei rifiuti "dove il Parco non ha competenze di intervento ma chiederà e pretenderà con forza che si superino le contraddizioni ancora presenti nel Parco Nazionale del Vesuvio"."Contraddizioni

che vengono dal passato" spiega il documento "e che il Parco non ha assolutamente contribuito a creare. Anzi, ne ha subito i nefasti effetti sia in termini di tutela alla biodiversità  e del patrimonio naturalistico che di immagine e di autorevolezza istituzionale. A cominciare dalla eliminazione di tutte le discariche censite presenti nelle cave all'interno del territorio del Parco, cicatrici che è arrivato il momento di rimarginare". 


Argomenti:
napoli
vesuvio
incendi
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/incendi-parco-del-vesuvio-un-piano-marshall-per-il-rilancio</link><guid>17</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/193849601-d9104d67-b518-48ca-b943-1cb66197a9e5.jpg</dc:content ><dc:text>Incendi, Parco del Vesuvio: "Un piano Marshall per il rilancio"</dc:text></item><item><title>Incendi: fiamme sorprendono anziano nei campi nel Napoletano, è grave</title><description><![CDATA[Sorpreso dalle fiamme propagatesi nel proprio campo a causa di un incendio divampato nei pressi della strada statale 162, un uomo di 84 anni di Acerra, in provincia di Napoli, é stato ricoverato in rianimazione nella locale clinica Villa dei Fiori, per le gravi ustioni riportate su tutto il corpo. L'anziano si period recato nel campo per spargere un antiparassitario, quando è stato sorpreso dalle fiamme che hanno invaso il suo terreno agricolo.A trovare l'uomo sono stati i vigili urbani ed i vigili del fuoco, accorsi in località Candelara advert Acerra per spegnere

un incendio divampato a bordo strada della Ss162. Advert allertare i soccorritori della probabile presenza dell'anziano, uno dei figli dell'uomo, preoccupato per il mancato ritorno a casa dell'84enne che period uscito nel primo pomeriggio con la sua bicicletta.I soccorritori hanno trovato l'uomo esanime e l'hanno portato nella locale clinica dove i sanitari hanno riscontrato ustioni di secondo grado su tutto il corpo. E' ricoverato nel reparto di Rianimazione.


Argomenti:
napoli
incendio
provincia Napoli
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/incendi-fiamme-sorprendono-anziano-nei-campi-nel-napoletano-e-grave</link><guid>18</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2017/08/06/193426373-d5024279-3c0b-471d-b056-0ebf9267ee89.jpg</dc:content ><dc:text>Incendi: fiamme sorprendono anziano nei campi nel Napoletano, è grave</dc:text></item><item><title>Volevano andare sul Bianco con i gemelli di 9 anni, genitori fermati dai gendarmi</title><description><![CDATA[

		
			
	

			
				
		
		
			Il guardiano del rifugio e i poliziotti d'Oltralpe: li abbiamo fatti ragionare
			
			
				Il rifugio Gouter 
	            Sono stati bloccati in tempo dalle autorità francesi cinque alpinisti che si stavano avventurando sul Monte Bianco insieme con due bambini, gemelli, di nove anni. A dare l'allarme, sabato, sono stati altri scalatori lungo l'itinerario per il rifugio del Gouter (three.815 metri). I cinque avrebbero voluto trascorrere la notte nella struttura - tappa intermedia della by way of normale francese - per raggiungere la vetta il giorno seguente, insieme ai due bambini. Così è intervenuto il Peloton de gendarmerie de haute montagne di Chamonix. Insieme al guardiano del rifugio e al medico della squadra di soccorso, "abbiamo fatto ragionare i genitori", ha spiegato alla stampa francese il capitano Patrice Ribes. I piccoli e la madre sono infine scesi a valle in sicurezza. Tra i precedenti c'è quello dell'property del 2014, quando la cordata composta da uno statunitense e dai suoi figli di 9 e 11 anni fu sfiorata da una valanga mentre attraversava il Couloir du Gouter. Il filmato finì in una trasmissione television dell'americana Abc. 
	

		Argomenti:
			Monte Bianco
			rifugio Gouter
			alpinistig
			gendarmeria
			Protagonisti:
			

	
           	
	
			
			    
    
    	
    
	
	
		
		06 agosto 2017 - Aggiornato alle 19.31
	
	
	


		
		
				 Divisione Stampa Nazionale  — GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. - P.Iva 00906801006 — Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di CIR SpA





&#13;
&#13;
  &#13;








    
    
    
    
    
    
         



 
 

 
    



]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/volevano-andare-sul-bianco-con-i-gemelli-di-9-anni-genitori-fermati-dai-gendarmi</link><guid>23</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-torino/2017/08/06/151150299-35fa36e4-171c-4c30-9e32-7a967d7cf6c7.jpg</dc:content ><dc:text>Volevano andare sul Bianco con i gemelli di 9 anni, genitori fermati dai gendarmi</dc:text></item><item><title>Morto il maestro Bruno Canfora 
	 Sue le canzoni delle Kessler e di Mina</title><description><![CDATA[

Il maestro Bruno Canfora, direttore d’ orchestra e personaggio di grandi spettacoli television degli anni Sessanta, è morto a 92 anni nella sua villa nei pressi di Perugia. A dare la notizia il figlio Daniele. I funerali religiosi si sono svolti in forma privata nella stessa residenza del maestro, in località Piegaro. Canfora è stato tumulato nel cimitero locale. Canfora period nato a Milano nel 1924 ed è deceduto a Tavernelle, piccolo borgo umbro in cui si period ritirato.



Con Mina, le Kessler e Rita Pavone
Oltre che celebre direttore di orchestra, Bruno Canfora è stato compositore e arrangiatore di tanti brani e sigle di programmi television entrati nella storia della musica italiana. Sue, tra le tante, «Da-da-um-pa» e «La notte è piccola per noi» per le gemelle Kessler; «Il ballo del mattone» e «Il geghege’» per Rita Pavone; «Stasera mi butto» per Rocky Roberts; «La vita» per Shirley Bassey; «Vorrei che fosse amore», «Sono come tu mi vuoi», per Mina, che accompagnò in una tourne’e in Giappone. Con l’ orchestra della Rai fu protagonista di programmi-cult come «Studio Uno» e «Canzonissima», dall’edizione del 1959 con Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala. Canfora aveva lasciato il mondo dello spettacolo nel 1995. L’ ultima sua partecipazione fu a «Papaveri e Pavere» con Pippo Baudo e Giancarlo Magalli. «Da allora è rimasto dietro le quinte - cube il figlio Daniele, anch’ egli musicista - ma non ha mai abbandonato la musica: è stato molto vicino all’orchestra della Rai, di cui è sempre stato un punto di riferimento, e ha curato fino a dieci anni fa gli arrangiamenti dei brani di alcuni musicisti».




6 agosto 2017 (modifica il 6 agosto 2017 | 13:54)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/morto-il-maestro-bruno-canfora-sue-le-canzoni-delle-kessler-e-di-mina</link><guid>44</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Morto il maestro Bruno Canfora 
	 Sue le canzoni delle Kessler e di Mina</dc:text></item><item><title>Spaccio al Cocoricò, tre arresti a Riccione</title><description><![CDATA[RICCIONE - Tre arresti, con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, da parte dei carabinieri intervenuti - la scorsa notte - su segnalazione degli addetti alla sicurezza interna del locale, nella discoteca "Cocoricò" sulla collina di Riccione.Advert essere bloccati dai militari - e attesi dal rito direttissimo domani - un 19 enne albanese, residente a Modena trovato in possesso di 25,7 grammi di cannabis, già suddivisi in dosi, oltre a un 19enne e a un 21enne entrambi residenti nel milanese trovati in possesso di 7,1 grammi di mdma suddivisi in dosi predisposte per la cessione.La droga è stata sequestrata insieme a 330 euro ritenuti provento

di spaccio. Sempre i carabinieri, ma a Bellaria, hanno arrestato ieri pomeriggio, ancora per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, un riminese di 54 anni scoperto con della droga, in parte nascosta sotto la sella della propria bicicletta. In particolare sono stati rinvenuti due dosi e una busta contenenti, complessivamente, 25,80 grammi di eroina e una dose di zero,70 grammi di cocaina, oltre a 250 euro ritenuti provento di spaccio. Anche per il riminese, rito direttissimo, domani.


Argomenti:
provincia Rimini
cocoricò
Protagonisti:


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/spaccio-al-cocorico-tre-arresti-a-riccione</link><guid>22</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-bologna/2017/08/06/162647244-b95a0023-678c-4231-a418-ac2f6b6fbe71.jpg</dc:content ><dc:text>Spaccio al Cocoricò, tre arresti a Riccione</dc:text></item><item><title>Milano sempre più "aperta in agosto": crescono del 20 per cento le adesioni dei negozianti</title><description><![CDATA[Avvio positivo per la campagna 'Milano Aperta d'Agosto'. Sono già oltre 2.000 le attività che hanno scelto di aderire all'iniziativa voluta dall'assessorato alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio del Comune di Milano - in collaborazione con le associazioni di categoria e gli Ordini professionali - per sensibilizzare commercianti e operatori a rendere Milano più attiva e accogliente per  cittadini e turisti durante il periodo estivo.Gli esercizi che resteranno aperti, stando alle adesioni registrate fino a oggi, sono: 171 panifici, 124 bar e ristoranti, 285 tra ipermercati, supermercati e grande distribuzione (203 alimentari e 82 non alimentari), 463 farmacie, 300 rivendite di giornali, 36 veterinari e ambulatori vari e oltre 500 tra negozi e pubblici esercizi. Sempre attivi per tutto il mese i 97 mercati scoperti che settimanalmente si svolgono in città, oltre ai 23 mercati comunali coperti dove sono attivi 160 operatori."Le adesioni in crescita del 20 per cento rispetto all'anno scorso dimostrano come vi sia, tra gli esercenti di Milano, la volontà di contribuire al successo dell'property milanese con più attività aperte per residenti e turisti: siamo infatti passati dalle 1.670 aperture segnalate nel 2016 alle attuali 2.zero25". Così l'assessore Cristina Tajani, che prosegue: "L'aumento delle aperture non solo dimostra come la città abbia voglia di vivere ed essere attiva tutto l'anno, compreso il mese di agosto, ma è anche il segno delle nuove abitudini dei cittadini, che preferiscono periodi di vacanza scaglionati durante tutto l'anno piuttosto che concentrati nell'unico periodo estivo". Invito chi non l'abbia ancora fatto

tra gli esercenti - ha concluso l'assessore Tajani - advert aderire a 'Milano aperta d'agosto' per contribuire a rafforzare positivamente l'immagine della città e dei suoi servizi a partire da questa property".Il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli sottolinea come "l'80 per cento dei nostri negozi sarà aperto anche durante le domeniche di agosto, e il 70 per cento lo sarà anche a Ferragosto". 


Argomenti:
milano
Area metropolitana di Milano
negozi aperti in agosto
Protagonisti:
Cristina Tajani
GIOVANNI Cobolli Gigli


]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/milano-sempre-piu-aperta-in-agosto-crescono-del-20-per-cento-le-adesioni-dei-negozianti</link><guid>24</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2017/08/06/151056547-0dc0f7fd-c52c-4094-8b41-8224455f78ee.jpg</dc:content ><dc:text>Milano sempre più "aperta in agosto": crescono del 20 per cento le adesioni dei negozianti</dc:text></item><item><title>Gianni Versace, polemiche sulla fiction: «Una ricostruzione ridicola»</title><description><![CDATA[

Se non avessi visto con i miei occhi il sangue di Gianni Versace sui gradini di travertino davanti all’ingresso di Casa Casuarina, a Miami Seashore, in quel luglio del 1997, gli agenti di guardia 24 ore su 24 sul luogo del delitto, i nastri di plastica gialla con la scritta «Polizia — Scena del Crime — Non oltrepassare» a delimitare il perimetro della cancellata nel tentativo impossibile di contenere la curiosità dei turisti e dei passanti sul lungomare più trafficato della Florida, se non avessi visto tutte queste cose forse, vent’anni dopo, la vicenda dell’omicidio Versace sembrerebbe un movie anche a me. Tanto sembrava impossibile, eccessiva anche per la fantasia di uno sceneggiatore di gialli.



Vent’anni dopo
Period inevitabile che vent’anni dopo diventasse un serial televisivo, e così è stato. «Versace – American Story» arriverà l’anno prossimo ma sono bastate le prime immagini, diffuse nei giorni del ventennale, per far discutere. E ancora una volta, in un certo senso, è tutta colpa di OJ Simpson. Se l’anno scorso il serial «Il caso OJ Simpson – American Crime Story» non fosse stato il successone internazionale che è stato (in Italia si è visto su Sky), i produttori non avrebbero deciso di continuare a raccontare tramite fiction television i grandi casi di cronaca nera del recente passato. E così, in cerca di idee, non potevano non pensare all’omicidio di Gianni Versace del quale è appena passato il ventesimo anniversario.



shadow carousel

La morte di Gianni Versace riprodotta in una fiction (che fa discutere)


Gli attori
Il serial uscirà l’anno prossimo ma le foto della produzione — tra Miami Seashore e Los Angeles — già pubblicate dalle riviste americane non potevano non far discutere. Come storia di cronaca nera è, obiettivamente, una delle più clamorose degli ultimi decenni: uno degli stilisti più famosi del mondo ucciso davanti al cancello della sua villa da un ragazzo di vita che aveva già assassinato tre persone in un folle viaggio attraverso agli Stati Uniti. Poi la caccia all’uomo, gli avvistamenti in giro per l’America, il killer trovato morto su una casa galleggiante a pochi chilometri dal luogo del delitto. Però impressiona vedere Penelope Cruz (spagnola) con la parruccona platinata che interpreta Donatella Versace, Edgar Ramirez (venezuelano, ha interpretato «Carlos» sul famoso terrorista) in quelli dello stilista calabrese, e il cantante Ricky Martin (portoricano) in quelli del compagno Antonio D’Amico.

20 anni fa l’omicidio di Gianni Versace: la tragica fine del grande stilista

Gianni Versace ultimo atto


«Scene ridicole»
La famiglia Versace ha sempre rispettato, in questi vent’anni, un lutto fatto di silenzio. D’Amico, che dopo la morte del compagno ha vissuto una lunga depressione, l’altro giorno ha protestato con il britannico Observer dopo aver visto le foto di scena nelle quali Martin soccorre Ramirez sui gradini della villa. Perché, ha spiegato, non andò veramente così. «Tante supposizioni, neanche una traccia di realtà», ha detto. «La foto di Ricky Martin che lo abbraccia è ridicola, imita la Pietà ma è una licenza poetica del regista, non reagii in quel modo». D’Amico stava bevendo il caffé nella villa, Versace tornava dall’edicola a pochi passi da casa quando si sentirono gli spari. «Mi sentii gelare il sangue», e spiega che uscì insieme con il maggiordomo. «La villa aveva le vetrate colorate, non si vedeva fuori, e per capire cosa fosse successo aprimmo il cancello e uscimmo. Vidi Gianni che giaceva riverso, sangue ovunque. A quel punto, un blackout. Venni portato dentro, non vidi più nulla».

shadow carousel

Versace e la sfilata in omaggio a Gianni, scomparso 20 anni fa


Più rispetto per OJ Simpson
A giudicare dalle foto, dagli appunti di D’Amico e da commenti come quelli di Martin che ha spiegato come Versace secondo il serial non voleva essere visto in pubblico col compagno (in realtà aveva fatto popping out da anni, senza problemi), questa fiction sembra promettere molto Kitsch e poca fedeltà alla cronaca. E non moltissimo rispetto, che invece dai produttori di «American Crime Story» period stato riservato perfino a un uomo come OJ Simpson.


1 agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 21:14)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/gianni-versace-polemiche-sulla-fiction-una-ricostruzione-ridicola</link><guid>47</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Gianni Versace, polemiche sulla fiction: «Una ricostruzione ridicola»</dc:text></item><item><title>Condannato lo scroccone seriale. Diceva: «Sono tedesco, non pago»</title><description><![CDATA[

Roland «lo scroccone»
FIRENZE – «Sono tedesco non pago». Per mesi «Roland lo scroccone» ha terrorizzato ristoratori e gestori di bar di mezza Firenze mangiando e bevendo senza mai pagare un centesimo per poi, dopo essere stato fermato, tornare libero pronto al colpo successivo. Ma adesso anche la giustizia italiana ha fatto il suo corso e il giudice Gaetano Magnelli l’ha condannato a due anni e due mesi di carcere e ha ordinato l’allontanamento dal nostro Paese. Roland Siedler, 38 anni, per un po’ di tempo dovrà accontentarsi del vitto del carcere di Sollicciano dove è stato rinchiuso in attesa di essere rimandato in Germania. Non uscirà perché, come ha stabilito il magistrato, sarebbe pronto a reiterare il reato, ovvero advert entrare in qualche locale a mangiare, bere e naturalmente non pagare.



«Pagano gli italiani»
E ne ha girati tanti Roland il tedesco, di bar e ristoranti, con una predilezioni per i più blasonati di Firenze e dintorni. Qualche esempio? Si è scolato sette birre al mitico Giacosa, davanti a Palazzo Strozzi; ha gustato tre «doppio malto» al Bar Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria. E poi ha preso di mira un bar storico di piazza della Repubblica e si è divorato una fiorentina di pura chianina al ristorante Gallo Nero di Greve in Chianti annaffiando il fiero pasto di buon vino rigorosamente docg. Il tutto naturalmente free of charge. Perché a chi gli chiede il conto lui risponde quasi sempre con queste fatidiche parole: «Pagano gli italiani, io sono tedesco».





Parla tre lingue
I carabinieri del comando provinciale di Firenze agli ordini del colonnello Giuseppe De Liso, lo avevano beccato più di una volta, denunciato e persino arrestato con divieto di dimora. Ma non period servito a molto. Roland il tedesco riacquistava la libertà, secondo codice, poco dopo, magari un po’ meno brillo del solito ma deciso a mettere a segno un nuovo colpo da maestro. È un clochard atipico, dicono gli investigatori, furbo, gentile quando gli fa comodo, parla almeno tre lingue e non ha paura di niente. Potrebbe aver messo a segno decine di bevute e pranzi free of charge perché non tutti l’hanno sorpreso in flagranza o hanno chiamato le forze dell’ordine.



Il bigliettino
Al Bar Giacosa prima di andarsene senza tirar fuori un centesimo aveva lasciato un bigliettino con scritto in italiano che avrebbe pagato la chiesa cattolica. Poi il turno period cambiato e lui si period ripresentato il giorno dopo senza che nessuno lo riconoscesse. Si period seduto su un tavolo all’aperto con vista su by way of Tornabuoni, aveva bevuto altre sei birre, mangiato un toast e un panino per un totale di 55 euro e poi si period rifiutato come sempre di pagare. Arrestato, period stato rilasciato poche ore dopo. E lui due giorni dopo aveva colpito ancora.


2 agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 21:12)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/condannato-lo-scroccone-seriale-diceva-sono-tedesco-non-pago</link><guid>50</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Condannato lo scroccone seriale. Diceva: «Sono tedesco, non pago»</dc:text></item><item><title>«Crollo del cavalcavia sulla A14, gli operai avevano segnalato le crepe»</title><description><![CDATA[

Lo sapevano che il cavalcavia sulla A14, lo scorso 9 marzo, sarebbe potuto crollare. Gli operai avevano visto le «crepe» e il distacco dei giunti di «non pochi centimetri». Avevano lanciato «l’allarme» ai propri superiori. Ma questi non avevano fatto «nulla». A parte «riprese fotografiche con un telefonino». Il ponte crollò ed Emilio Diomede e Antonella Vivian ci finirono contro. Morti loro due. Feriti tre operai.

shadow carousel

Ancona, crolla ponte sulla A14: due morti e due feriti


Le responsabilità
Le imprese avevano cercato di dare la colpa al «martinetto di sollevamento». O all’errore umano di qualche operaio. Ma non sembra così. La commissione parlamentare d’inchiesta ha smascherato omissioni e bugie e ricostruito la catena di responsabilità. Vanno dalla ditta che stava eseguendo i lavori, la De.La.Bech, che aveva sollevato diversi palazzi, ma forse nessun ponte. A chi glieli aveva affidati in subappalto in modo «opaco». Advert Autostrade, che non si period chiesta come mai ci fosse il «tre in uno» dei progetti: uno unico, «di massima», per tre cavalcavia. By way of by way of fino al ministero dei Trasporti che aveva approvato il progetto. «Da nessun atto — si legge nella relazione — è emersa una conferma dell’ipotesi del collasso strutturale avanzata nel corso delle audizioni dai tecnici e dal rappresentante legale della ditta esecutrice».







«Sprovvedutezza e improvvisazione»
La relazione di Camilla Fabri (Pd), approvata da tutta la commissione advert eccezione del M5s, censura la «sprovvedutezza e improvvisazione» della gestione del crollo. Quando «il ponte sta sfuggendo di mano», si nota uno «scostamento dei giunti», non si opera né con «la chiusura del tratto», né con «l’evacuazione dei lavoratori». Il che, secondo la Commissione, dimostra che «non v’period un programma di sicurezza per fronteggiare l’emergenza in quel cantiere mediante, advert esempio, l’evacuazione, l’interruzione del traffico, la messa in sicurezza urgente».





Il crollo
La commissione ricostruisce anche la dinamica. «Intorno alle 13 cede uno dei quattro martinetti che regge la pesante struttura di circa 400 tonnellate e avviene una torsione con sbilanciamento del ponte che porta al crollo dello stesso ed alla conseguente tragedia», si legge nella relazione. I due coniugi di Spinetoli (Ascoli Piceno) si trovano di fronte un muro di cemento. Ora la domanda è: può accadere ancora? Difficile escluderlo a giudicare dalla denuncia «della malevola discrezionalità delle imprese nella gestione economica della sicurezza» che rappresenta «ancora una volta la dimostrazione tragica» che le norme in materia di sicurezza sui cantieri sono viste più come «espressione burocratica» ed «adempimento di oneri formali», senza dare il dovuto «rispetto anche della vita esterna al cantiere e in particolare agli utenti, cittadini, collettività che possono essere messi in pericolo».

shadow carousel

A14, il cavalcavia prima e dopo il crollo: il confronto


La duplicate di Autostrade
Secondo la direzione legale di Autostrade «dalla relazione emerge chiaramente che la caduta del cavalcavia è stata causata dalle gravi omissioni del personale tecnico della Delabech presenti in quel momento in cantiere, nonché dalle deviazioni dalle process messe in atto dagli stessi, nelle ore che hanno preceduto» il crollo. E il «progetto è stato redatto secondo i requisiti previsti dalla legge ed è stato poi verificato e validato da tutti i soggetti previsti dalla normativa». Quanto alla verifica dell’idoneità della Delabech, ricorda che «la scelta del subappaltatore è affidata dalla legge solo all’appaltatore e che, secondo la normativa, il responsabile unico del procedimento (RUP) è tenuto advert autorizzare il subappalto, dopo aver verificato il rispetto dei requisiti di legge, cosa che risulta dagli atti essere stata puntualmente svolta. È comunque interesse primario di Autostrade - conclude - verificare le eventuali responsabilità, nel rispetto delle vittime e del dolore dei familiari».


2 agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 21:10)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/crollo-del-cavalcavia-sulla-a14-gli-operai-avevano-segnalato-le-crepe</link><guid>49</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>«Crollo del cavalcavia sulla A14, gli operai avevano segnalato le crepe»</dc:text></item><item><title>Capalbio, accordo (con taglio) sui migranti: non ne arrivano 50 ma 15 </title><description><![CDATA[

C’è voluto anno. Di polemiche velenose, accuse e contraccuse, aperture e chiusure improvvise lettere anonime, interviste e contro-interviste ai vip e petizioni a favore e contro, lettere al ministro. Poi l’accordo per accogliere i migranti anche a Capalbio è arrivato. Un’accoglienza ridimensionata. Non ne arriveranno cinquanta, come deciso lo scorso anno, ma soltanto quindici. E soprattutto non saranno ospitate nelle villette del condominio residenziale il Leccio a due passi dal centro storico.



Dove andranno?
Dove andranno a dormire i migranti? Segreto assoluto, almeno per ora. «Il luogo e il gestore idonei saranno individuato tramite gara pubblica», si fa sapere. Di certo si sa che il sindaco Luigi Bellumori (Pd) travolto la scorsa property dalle polemiche si è riappacificato con la prefettura. Al Corriere della Sera, nel mezzo della polemica, aveva inviato questo sms. «Ci destiny passare sempre da idioti advert ognuno la sua competenza. La gestione migranti è noto è in capo alla prefettura. Fateci passare loro da idioti se vi riesce».





L’arrivo a superb property
La novità sta nell'intesa siglata con la prefettura di Grosseto, che consentirà al Comune una gestione diretta e partecipata nell'accoglienza (primo caso nel Grossetano, non così in altre province), «in coerenza con il Piano nazionale ministero dell'Interno-Anci», considerando la popolazione residente. «Se da una parte il Comune vede affermare un diritto a poter decidere (senza che altri scelgano per lui) – ha dichiarato il sindaco - dall'altra l'impegno dell'Amministrazione sarà quello di cercare una o più di una situazione che possa poi soddisfare in caso di necessità la prefettura per l'accoglienza fino advert un massimo di 15 richiedenti asilo». Gli «ospiti» dovrebbero arrivare a high quality property. Salvo altre polemiche.


2 agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 21:09)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/capalbio-accordo-con-taglio-sui-migranti-non-ne-arrivano-50-ma-15</link><guid>48</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Capalbio, accordo (con taglio) sui migranti: non ne arrivano 50 ma 15 </dc:text></item><item><title>Gianluca Vacchi compie 50 anni: «Ogni mattina mi iberno a -110 gradi»</title><description><![CDATA[

Gianluca Vacchi compie 50 anni domani, 5 agosto. Davanti a casa sua a Porto Cervo, c’è un bivacco di fan. Amano i suoi balletti su Instagram, ne invidiano le Bentley, le barche, le belle donne. A tutti, lui spiega che «essere Gianluca Vacchi non è di per sé un mestiere, ma semmai la conseguenza di qualcosa costruito prima». Chiuso il cancello alle spalle, Mister Take pleasure in, come lo chiamano i suoi 12 milioni di follower, sceglie una fra tante terrazze, si toglie le babbucce di strass, si accoccola su un enorme divano, cube: «Non esiste un Gianluca Vacchi social. Vivevo così prima che i social esistessero. Funziono perché vita virtuale e reale coincidono. E chi mi segue apprezza l’autoironia e il coraggio di non temere le critiche. La vita è una e non ho paura di far vedere che me la godo».

shadow carousel

Chi è Gianluca Vacchi, la star da 12 milioni di follower

Non si secca quando l’accusano di campare alle spalle dell’azienda di famiglia?




«Ho ereditato solo il tre o quattro per cento di ciò che possiedo. Dai 25 ai 45 anni, ho fatto impresa in 12 settori: viaggi final minute, roulotte, orologi... Poi, è arrivata la crisi di mezza età: ho capito che, dopo aver lavorato duramente, dovevo costruire qualità della vita».

shadow carousel

Crioterapia, anche Hugh Jackman nella doccia gelida

A vederla ballare tutto il giorno, si fatica a immaginarla che lavora duramente.


«A 16 anni, studiavo di nascosto i documenti dell’azienda fondata dal nonno: papà me ne teneva fuori, diceva che prima dovevo laurearmi. Ma io scalpitavo: anche se vivevo a Cortina per fare sci agonistico, sapevo che non ero tanto ricco».


E lei voleva essere molto ricco.


«Io voglio eccellere in tutto quello che faccio. Da sciatore, battevo Alberto Tomba e sono stato campione italiano di slalom. Ho lasciato perché dopo la laurea in Economia ho intuito che la Ima, che fa macchine per confezionare tè, farmaci e cosmetici, aveva prospettive enormi. Ho acquisito le quote dei parenti meno interessati, indebitandomi per cinque volte il patrimonio di papà».



A suo padre sarà venuto un colpo.


«Mi ha dato fiducia. È mancato 17 anni fa e ancora mi si rompe la voce, quando parlo di lui. Mi diceva: laureati e avrai le chiavi della famiglia. Così è stato. E quei 18 miliardi di lire in debiti erano garantiti dalle mie quote, non da beni suoi».


La Ima Spa — un miliardo e 300 milioni di fatturato nel 2016 — ha emesso un comunicato per dire che lei non ha incarichi operativi.


«Il comunicato l’ho voluto io. Per me, non essere nella gestione è un merito: chi ha un’azienda dovrebbe chiedersi se gestirla da sé è la scelta migliore. Se tutti avessero questa umiltà, le aziende familiari che sopravvivono alla terza generazione sarebbero molte di più che il 15 per cento. La Ima è gestita da mio cugino Alberto che è bravissimo, ci adoriamo».



Lei nei video fa cose folli. In uno, va in vespa e al wc dentro una piscina.


«Follie ne ho sempre fatte. Una volta, mi sono tuffato in mare dall’elicottero. Sono vent’anni che esco con gonne o pigiami...».


La sua giornata-tipo?


«Ho tre costanti: cura del corpo; cura della mente e studio della musica. Faccio sempre sport e la mattina m’iberno nella criosauna a meno 110 gradi: mantiene giovane. Consigliano due minuti, io ne reggo sei. Studiando da deejay sei ore al giorno, ho trovato la mia realizzazione: suono e sento che spargo vibrazioni constructive. L’11 agosto esce il mio primo pezzo, Viento, mixato con Nicola Zucchi su un canto popolare colombiano».

shadow carousel

Gianluca Vacchi in versione deejay: sui social le sue serate a base di musica

Certi deejay le danno dell’improvvisato.


«Se in una professione non serve la licenza, determine il mercato. Io sono l’Uber della consolle».


La cura della mente?


«Ho un precettore che vedo, se possibile, tutti i giorni».


Vacchi col precettore?


«Studiamo storia, filosofia, teologia. La conoscenza è consapevolezza. Io oggi sono una persona risolta perché vado a fondo di tutto».


Come è finito sui social?


«Ho la vena artistica di nonna Mercedes, pianista, di mio zio Sergio Vacchi, pittore. I social sono la disintermediazione dell’intrattenimento e mi hanno consentito di liberare la creatività e diventare un international entertainer. Ricevo ogni tipo di offerte: ho girato uno spot da Babbo Natale per la Financial institution of Georgia, il videoclip di Mi gente di J. Balvin...».


Quanti amici le danno del pazzo?


«Flavio Briatore, uno delle persone che stimo di più, period scettico, poi ha detto pubblicamente che sono geniale e mi ha commosso».


Si è tatuato la parola «resilienza», la capacità di tornare forti dopo i traumi. Che ne sa di traumi?


«Ne ho avuti. Quando fai l’imprenditore, sei molto solo».







Ora è sempre circondato da belle donne.


«Ariadna Gutiérrez è un esempio di resilienza: l’hanno eletta Miss Universo e poi le hanno tolto la corona dicendo che period un errore. L’ho conosciuta a Miami, ero single da poco, non volevo saperne di donne, ma ora è qui con me».


Domani compie 50 anni. Le manca un figlio?


«Molto. Ho costruito l’affermazione economica, poi la qualità della vita e l’espressione artistica, ora non mi va di disperdere il mio patrimonio genetico».


three agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 20:09)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/gianluca-vacchi-compie-50-anni-ogni-mattina-mi-iberno-a-110-gradi</link><guid>45</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Gianluca Vacchi compie 50 anni: «Ogni mattina mi iberno a -110 gradi»</dc:text></item><item><title>Insulti su Fb alla miss sfregiata: «Meriti l’acido»</title><description><![CDATA[

shadow carousel

La meravigliosa foto della miss sfregiata dall?acido che torna a nuotare con i suoi animali


Gli insulti in Rete
«E come se non bastasse eccomi qua. A dover dire addio ai miei piccoli per colpa della burocrazia e per colpa di chi vi sta al vertice, che probabilmente prendendo la decisione di fare chiudere per sempre l’Acquario di Rimini non ha considerato il fatto che dietro a questa struttura c’e’ un’ anima, un cuore - aveva scritto alcuni giorni fa su Fb - Ed il cuore e la passione che io e miei colleghi ci abbiamo messo tutti i giorni nel prenderci cura di questi animali é buttata nella spazzatura.. insieme ai sacrifici fatti finora e al legame instaurato con i nostri cuccioli. Buddy e Morgan erano la mia forza, il mio nuovo inizio. Ed ora perdendo loro ho perso tutto. Di nuovo». Ma tra i tanti commenti al suo publish ne sono spuntati alcuni di critica e addirittura di insulti. Qualcuno persino scrive «Ti sei meritata l’acido in faccia».






«Sono dei vigliacchi»
«Sono dei vigliacchi - ha detto Gessica - Loro non sanno quello che ho dovuto affrontare in questi mesi. Come si può arrivare a colpirmi in questo modo, evocando perfino la tragedia che mi ha toccato? Queste persone non si rendono conto del male che fanno». E sulla questione interviene anche il sindaco di Rimini Andrea Gnassi: «Va respinto senza alcun indugio l’attacco verbale subito da Gessica Notaro da parte di qualche `galantuomo´ che frequenta i social solo per diffondere il veleno dell’odio. Non sono accettabili le parole offensive, violente verso ogni persona; tanto più se, come Gessica, ha subito una vicenda personale tragica, portata avanti con dignità in una battaglia a favore di tutte le donne» ha detto.


5 agosto 2017 (modifica il 5 agosto 2017 | 14:24)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/insulti-su-fb-alla-miss-sfregiata-meriti-lacido</link><guid>36</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Insulti su Fb alla miss sfregiata: «Meriti l’acido»</dc:text></item><item><title>Umbertide: non ce la fa a pagare stipendi, imprenditore suicida</title><description><![CDATA[

Un imprenditore del settore metalmeccanico si è suicidato nella sua azienda nella zona di Umbertide lasciando un biglietto nel quale ha sostenuto di averlo fatto non riuscendo più a pagare gli stipendi ai suoi operai. La notizia è riportata oggi dai giornali locali.



Il corpo trovato da un collaboratore
L’uomo si è impiccato in un sottoscala dello stabilimento ed è stato trovato morto da un collaboratore. Sulla sua scrivania, nell’ufficio della sua azienda, la Cobem, specializzata nella produzione di componenti meccanici, ha lasciato una lettera di addio nella quale ha tra l’altro scritto che la banca non gli avrebbe più fatto credito e quindi di non sapere come fare a pagare gli stipendi. Ieri nell’azienda period stato proclamato uno sciopero per protestare proprio contro il mancato pagamento della mensilità. Sembra che l’imprenditore avrebbe dovuto firmare in mattinata un accordo con i sindacati. L’uomo period alla guida di un gruppo con 130 addetti. Su quanto successo sono in corso indagini da parte della polizia.





Il cordoglio del Comune
L’Amministrazione comunale, sul sito ufficiale, ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa dell’imprenditore: «Ha subito destato grande sconcerto e preoccupazione in tutta la città di Umbertide, sia per le circostanze drammatiche che hanno indotto l’imprenditore a compiere l’estremo gesto, sia per le condizioni dei lavoratori che da tempo non percepivano più regolare stipendio. Anche il sindaco Locchi si è detto profondamente preoccupato ed è intervenuto mettendo a disposizione delle organizzazioni sindacali il Centro socio - culturale San Francesco per il giorno di lunedì 7 agosto, alle ore 16, quando si terrà un incontro per discutere di quanto accaduto».


four agosto 2017 (modifica il four agosto 2017 | 15:38)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/umbertide-non-ce-la-fa-a-pagare-stipendi-imprenditore-suicida</link><guid>37</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Umbertide: non ce la fa a pagare stipendi, imprenditore suicida</dc:text></item><item><title>Ferrara, uccide moglie e figlio e si toglie vita in strada: aspettava sfratto</title><description><![CDATA[

Ha sparato alla moglie 73enne Mariella Mangolini e al figlio Giovanni, 48 anni, uccidendoli. Poi ha dato fuoco all’abitazione, in pieno centro a Ferrara, quindi è sceso in strada e si è tolto la vita con un colpo di pistola. Un dramma familiare che ha come protagonista un antiquario di 77 anni, Galeazzo Bartolucci. Il suo corpo è stato trovato intorno alle 7.30 sotto i portici dell’Oca Giuliva, in by way of Boccacanale di Santo Stefano, di fronte al civico 32: un commerciante in zona ha sentito l’esplosione dei colpi di pistola e ha avvertito le forze dell’ordine. Per terra, accanto al corpo, c’period una pistola a tamburo calibro 38 con al quale l’uomo si period appena sparato. Trovati anche i corpi senza vita di due gatti.



Lo sfratto
Sono ancora da chiarire le ragioni, ma per gli investigatori si tratterebbe di un omicidio suicidio. Ma l’origine dela tragedia familiare è forse da cercare nelle condizioni economiche dell’ex antiquario, molto noto in città. L’uomo attendeva lo sfratto esecutivo dall’abitazione in piazzetta privata Fratelli Bartolucci: a mezzogiorno, l’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto dare corso al provvedimento. Un mese fa period avvenuto il primo accesso di sfratto non eseguito perché la casa period piena di mobili e da svuotare.



shadow carousel

Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato



Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato




Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato




Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato




Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato




Ferrara, uccide moglie e figlia, dà fuoco alla casa e si toglie la vita: le immagini dell?appartamento incendiato



L’assessore, «amarezza per non aver capito il disagio»
«La famiglia Bartolucci non si è mai rivolta all’ufficio abitazioni» del Comune di Ferrara «per richiedere un’eventuale assistenza dovuta advert emergenza abitativa, come non risultano contatti negli ultimi anni con l’Asp per problematiche sociali». Lo chiarisce l’assessore comunale al Welfare di Ferrara Chiara Sapigni, intervenendo con una nota sulla tragedia avvenuta nel centro storico. «Resta pertanto - prosegue l’assessore - una grande amarezza e il rammarico di non aver potuto capire il grande disagio che la famiglia stava vivendo ma che, forse, per dignità ed orgoglio non si è avvicinata ai servizi comunali preposti».


four agosto 2017 (modifica il four agosto 2017 | 16:39)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/ferrara-uccide-moglie-e-figlio-e-si-toglie-vita-in-strada-aspettava-sfratto</link><guid>38</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2017/08/04/Interni/Foto%20Gallery/581ebab5b088453813bc37b3affe63b3-032_MGTHUMB-INTERNA.jpg</dc:content ><dc:text>Ferrara, uccide moglie e figlio e si toglie vita in strada: aspettava sfratto</dc:text></item><item><title>L’orgoglio del principe danese: «Non seppellitemi vicino alla regina, non mi ha mai fatto re»</title><description><![CDATA[Danimarca
Milano, four agosto 2017 - 10:59


Henrik non ha mai digerito di non essere stato elevato al rango reale. Ora la fuga da Copenaghen e il gesto di protesta







 Margrethe di Danimarca con il principe Henrik (Reuters)



Ci sono cose che in un matrimonio sono difficili da perdonare: quella che ha fatto infuriare Henri Marie Jean André de Laborde de Monpezat, meglio conosciuto come Henrik di Danimarca, non capita tutti i giorni. Ottantatré anni, sposato da 50 con la regina danese Margrethe II, di 77, Henrik ha fatto sapere di non voler essere sepolto accanto alla moglie nonostante i due non siano separati. La sua è un protesta — ha spiegato — per il fatto di non essere mai stato nominato re consorte, ma solo principe. Francese, conte e discendente di una famiglia nobile che risale alla metà del XVII secolo, Henrik ha subito il trattamento riservato ai cosiddetti matrimoni morganatici, ovvero tra persone di lignaggio diverso e che non permettono di passare al o alla consorte i privilegi e i titoli di rango più elevato. È successo anche a Filippo di Mountabatten, 96 anni, duca di Edimburgo e consorte di Elisabetta II d’Inghilterra, che pure è di sangue reale (è per nascita principe di Grecia della casata degli Schleswig-Holstein-Sondeburg-Glueksburg, per altro la stessa della famiglia reale danese e norvegese).



L’insoddisfazione crescente
«Non è un segreto che da tempo il principe sia scontento per il ruolo e il titolo che gli è stato attribuito nella monarchia danese — ha detto al tabloid di Copenaghen BT la portavoce della casa reale Lene Balleby —. La sua insoddisfazione è andata crescendo di anno in anno. La decisione di non essere sepolto accanto alla moglie è per il principe la naturale conseguenza del fatto di non essere stato trattato alla pari». Balleby ha aggiunto che la regina ha accettato la decisione del principe. Henrik aveva conosciuto Margrethe, allora erede al trono, quando lavorava a Londra come diplomatico. I due sono convolati a nozze nel 1967: per il matrimonio Henrik ha rinunciato alla cittadinanza francese e si è convertito dal cattolicesimo al protestantesimo. Quando Margrethe è salita al trono nel 1972, Henrik si aspettava di venire elevato al rango reale (in Danimarca tradizionalmente succede alle principesse quando il marito diventa re).



shadow carousel

Margrethe e Henrik, i reali di Danimarca


La rabbia per il sorpasso del figlio
Non è la prima volta che protesta per essere stato escluso dal ruolo che considera spettargli: nel 2002 lasciò la Danimarca perché durante una malattia della moglie period stato il figlio primogenito ed erede al trono, Federico, advert assumerne le veci come rappresentante della Corona nella festa di Capodanno nel Castello reale per i politici, militari e diplomatici danesi. All’epoca Henrik, in un accesso di rabbia disse di sentirsi «messo da parte, degradato e umiliato», per essere stato sorpassato dal figlio nella linea di successione. L’anno scorso ha poi rinunciato al titolo di principe consorte e ora passa la maggior parte del suo tempo nella tenuta che possiede nel Sud della Francia, anche se ufficialmente vive ancora con la moglie.



Separati in morte
Rimane però legato alla Danimarca, tanto che quando verrà il momento, non si farà inumare in Francia ma nel suo Paese adottivo. Margreth (che gode di buona salute) invece un domani sarà sepolta nella cappella reale nella cattedrale di Roskilde, nel sarcofago realizzato dall’artista danese Bjørn Nørgaard. Il risentimento di Henrik per «trattamento iniquo» non è abbastanza da rompere il matrimonio in vita ma li separerà per l’eternità.




four agosto 2017 (modifica il four agosto 2017 | 13:21)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SEGUI CORRIERE SU FACEBOOK 
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/lorgoglio-del-principe-danese-non-seppellitemi-vicino-alla-regina-non-mi-ha-mai-fatto-re</link><guid>40</guid><author>Domenico</author><dc:content >http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2017/08/04/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/2017-08-03T153815Z_850058535_RC1870928600_RTRMADP_3_DENMARK-ROYALS-kA6E-U43350562417049aKF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20170804132333</dc:content ><dc:text>L’orgoglio del principe danese: «Non seppellitemi vicino alla regina, non mi ha mai fatto re»</dc:text></item><item><title>Oltre un anno di abusi su una 16enne:  arrestati due vicini di casa</title><description><![CDATA[

Avrebbero violentato per quasi un anno e mezzo una sedicenne approfittando delle condizioni di disagio in cui viveva, costringendola a subire, anche contemporaneamente, atti sessuali in storage e in campagna e a vedere in loro compagnia movie pornografici. Per questo un 69enne barese e un 45enne triggianese sono stati messi agli arresti domiciliari dai Carabinieri di Bari con l’accusa di violenza sessuale aggravata.



Nel negozio in cui lavorava
La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Sergio di Paola su richiesta del pm Simona Filoni, lo stesso magistrato che da tre giorni indaga sul presunto stupro di gruppo su una 15enne all’interno del porto di Bari. I due presunti stupratori erano vicini di casa della sedicenne. Il 69enne aveva un negozio di alimentari dove la ragazza ha lavorato per qualche tempo facendo le consegne a domicilio. L’avrebbero adescata così, all’interno del negozio, in un crescendo di abusi che la Procura definisce «una serie di turpi e deprecabili violenze poste in essere dagli indagati in danno della vittima, in maniera così sistematica e violenta da avere compromesso la sua integrità di minore, con gravi ripercussioni sia dal punto di vista fisico che psicologico».





Le minacce e la denuncia
I due avrebbero poi anche minacciato di morte la minorenne per farla tacere. La denuncia dopo che la ragazza ha trovato la forza di rivelare tutto ai genitori, una famiglia modesta di lavoratori onesti, i quali hanno fatto denuncia ai Carabinieri. La ragazza ha poi raccontato agli inquirenti i lunghi mesi di violenze ripetute «alternando momenti di totale disperazione e pianto» riferisce la Procura. «È emersa tutta la sua sofferenza, si legge in una nota — unitamente al sentimento di colpa per quanto accaduto e per la sua incapacità di sottrarsi alle malsane voglie dei due indagati, probabilmente divenuti correi per mera coincidenza, ma accomunati dalla loro perversione, dai quali period quasi soggiogata, insieme alla paura per le future reazioni del padre, nell’ipotesi in cui avesse scoperto tutto».



Stupratori «senza pietà»
In poche settimane gli investigatori hanno trovato riscontri su ogni cosa. «Soltanto la consapevolezza che la minore avrebbe taciuto, — spiegano gli investigatori — ha indotto i due indagati advert abusarne ripetutamente, conducendola in ogni luogo per consumare le loro bestialità, facendo attenzione a che nessuno si avvicinasse o li udisse, facendo proprio leva sul rapporto di fiducia insorto, dovendo necessariamente fare affidamento l’uno sul silenzio dell’altro». Ma le violenze erano diventate tali che alla sofferenza psicologica si aggiungeva quella fisica. «Le condotte abusanti - cube la Procura - sono risultate caratterizzate da una callidita’ e da una brutalità non comuni nonché dall’assenza totale di pietà»


four agosto 2017 (modifica il four agosto 2017 | 11:26)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
]]></description><link>https://rss24.marketingabc.it/oltre-un-anno-di-abusi-su-una-16enne-arrestati-due-vicini-di-casa</link><guid>39</guid><author>Domenico</author><dc:content /><dc:text>Oltre un anno di abusi su una 16enne:  arrestati due vicini di casa</dc:text></item></channel></rss>
